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Valori e volontariato, la testimonianza di Sara Bottari

Protagonista storica del Terzo settore reggino, riflette sulla scuola e sulle politiche sociali della città

di Federico Minniti 30/12/2017

Accogliere l’altro. Soprattutto se questo è indifeso: per Sara Bottari, storica volontaria reggina e presidente della Fondazione La Provvidenza è Natale tutti i giorni.

Quando nasce la sua esperienza di servizio?
Durante l’adolescenza mi sono resa conto che non mi bastavano le normali occupazioni di una ragazza della mia età, cioè studiare e vivere il tempo libero con i coetanei. Io avevo bisogno di sentirmi utile e nello scoutismo ho trovato la strada per occuparmi di ragazzine più piccole di me che avevano sete di affetto ed attenzioni. Avevo 16 anni e loro 2 o 3 anni meno di me.

Lei è stata insegnante. Crede che nella scuola ci sia abbastanza “attenzione” verso le storie più delicate?
Come insegnante sono stata sempre coerente con me stessa, occupandomi degli studenti con attenzione, per seguirli ed aiutarli nella crescita psicologica e culturale. La scuola di oggi è distratta da troppi interessi esterni e proggetti di ogni genere. Resta poco tempo ai docenti per mantenere vivo il dialogo con i ragazzi.

Come è cambiato il mondo del volontariato negli anni del suo impegno?
Il modo del volontariato non è cambiato. Le motivazioni sono perfino aumentate con l’arrivo dei migranti ma il ricambio generazionale è difficile, a volte impossibile, perché i giovani volontari raramente mantengono per anni l’impegno giacché la ricerca di lavoro spesso li allontana da Reggio e dunque le responsabilità rimangono in capo a persone come me che continuano ad occuparsi di gestire servizi.

Come la Chiesa deve essere ancora più vicina a chi vive un momento di fragilità?
La Chiesa siamo noi e certamente rispecchia le nostre difficoltà, tuttavia le parole di Papa Francesco quotidianamente ci interpellano e dipende da noi realizzarle concretamente.

Reggio Calabria si è posizionata all’ultimo posto, per il Sole24ore, nelle politiche sociali. Concorda con questo dato?
Reggio Calabria non può essere considerata all’ultimo posto per quanto riguarda le politiche sociali. O meglio, se valutiamo la disponibilità di risorse economiche, certamente non possiamo che condividere la triste graduatoria del Sole24Ore.
Non possiamo essere d’accordo se invece rivolgiamo l’attenzione alle centinaia di persone giovani e meno giovani che ogni giorno si dedicano ai fratelli che soffrono per disagi di vario genere. In questo senso basta pensare all’accoglienza agli sbarchi e alla presenza di giovani in ospedale (come animatori, clown), sui treni dell’Unitalsi, presso le mense dei poveri.

Un nuovo Natale in riva allo Stretto. Cresce la povertà educativa: quale è il suo desiderio per i più piccoli?
La Fondazione “La Provvidenza Onlus”, ha assunto l’impegno di aiutare le famiglie in difficoltà facendosi carico dei minori, mi auguro che l’anno che verrà porti soluzioni politiche ed amministrative che servano a consolidare il nostro impegno mantenendo i servizi esistenti e promuovendone altri.

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