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Ad un anno dalla sua morte, la città di Reggio lo ricorda con diversi eventi

Il Prefetto De Sena:"Il poliziotto che ha amato la gente"

Dedicato a lui il Parco Zona Verde di san Giovannello

di Gaetana Covelli 01/09/2016

Nell’ultimo giorno di agosto, la città di Reggio ha offerto un tributo al Prefetto De Sena, scomparso un anno fa. “Era il poliziotto che amava la gente” – ha ricordato il questore Raffaele Grassi, era il politico, l’uomo che ha amato incondizionatamente la sua città. La Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, ieri mattina, infatti, era gremita di amici, di autorità civili che lo hanno conosciuto e stimato. Presenti anche la moglie Maria Grazia e il figlio Edoardo. Significative le parole del Prefetto Claudio Sammartino che ha ricordato come nello stile di De Sena “oggi la squadra Stato è forte, coesa e ottiene importanti risultati”. Tante, dunque, le iniziative in suo onore: una mostra al castello aragonese, la consegna di auto alle forze dell’ordine, in serata una partita di calcio e la titolazione del parco urbano nella zona di San Giovannello. Al “Meridionalista gentiluomo” si legge all’ingresso dell’area verde nella zona nord della città. Presente anche la Chiesa nella figura del vescovo Morosini che a san Giorgio al Corso ha presieduto la santa messa. Lo ricordiamo – ha detto l’arcivescovo – “nel triennio difficile in cui fu nominato Superprefetto di Reggio Calabria dal 2005 al 2008, all'indomani del delitto di Francesco Fortugno, con l'incarico non soltanto di governare la Prefettura reggina ma di coordinare tutte le attività di sicurezza pubblica e di contrasto alla criminalità organizzata e di attuare il programma di intervento straordinario in Calabria. E dal 2008 senatore della Repubblica a rappresentare ancora la Calabria”. Potremmo tutti riconoscere in De Sena un meridionalista attento ai bisogni della sua gente e della sua terra. “Un uomo – come lo delinea delicatamente Morosini - chiamato ad essere protagonista della nostra storia calabrese e reggina, anche se per un breve arco di tempo, che è stato fecondo di bene perché ha saputo seminare in vista del bene comune”.

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