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La lettera aperta degli imprenditori reggini: l'obiettivo è quello di avviare una collaborazione

Giovani Confindustria al ministro Minniti: «Ci incontri»

di Redazione Web 08/01/2018

Le questioni legalità e sicurezza sono state al centro dell’ultimo direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori di Reggio Calabria presieduto da Samuele Furfaro. Temi di stringente attualità nel territorio reggino in cui da mesi si registra una vera e propria escalation criminale di attentati, intimidazioni, danneggiamenti e atti di violenza nei confronti di imprese e attività commerciali. Uno scenario che desta forte preoccupazione e incertezza anche alla luce di analoghi inquietanti episodi che hanno visto bersaglio persino associazioni giovanili e semplici cittadini.

Nel corso dell’incontro, a cui hanno preso parte il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria e imprenditore, Antonino Tramontana e l’imprenditore Giuseppe Lombardo le cui aziende nelle scorse settimane sono state fatte oggetto di intimidazioni, la componente giovanile dell’associazione di via del Torrione, ha annunciato la volontà di avviare alcune iniziative pubbliche per ribadire lo stato di emergenza in cui versa il territorio, sollecitare la risposta delle istituzioni e rilanciare l’impegno del tessuto produttivo locale sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata. Iniziative in linea con l’indirizzo di Confindustria Reggio Calabria fortemente voluto dal presidente, Giuseppe Nucera che ha già fatto registrare la decisione della stessa associazione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali di mafia che coinvolgono le imprese reggine associate e l’avvio della collaborazione con l’associazione antimafia “Libera”.

In questa direzione i Giovani imprenditori reggini hanno anche deciso all’unanimità di sottoscrivere a breve il "Registro di cittadinanza consapevole" istituito dalla Prefettura e dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria presso il palazzo del Governo a testimonianza del fattivo impegno dell'imprenditoria locale contro ogni logica o interesse 'ndranghetistico. Tale decisione è stata comunicata all’interno di una lettera aperta che lo stesso Gruppo Giovani Imprenditori reggini ha indirizzato al ministro dell’Interno Marco Minniti, con l’obiettivo di chiedere un incontro per discutere del tema legalità e dell’emergenza sicurezza nel territorio reggino e avviare un confronto operativo sulle possibili iniziative e interventi da attuare già nel breve periodo.

“Piuttosto che dibattere su come lanciare un nuovo prodotto o come aggredire nuovi mercati, - si legge fra le altre cose nella missiva inviata al ministro Minniti - siamo costretti a doverci fermare continuamente per denunciare contro ignoti, fare la conta dei danni e capire come agire alla prossima intimidazione. Crediamo che anche a fronte dello straordinario lavoro condotto in questi anni da forze dell’ordine e magistratura, serva un ulteriore e deciso salto di qualità nell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta che lo Stato deve mettere in campo”.

I giovani imprenditori reggini chiedono “un’azione radicale che consenta alla società civile di riappropriarsi del proprio territorio, di sottrarlo al controllo della criminalità organizzata, in altre parole un’attività di “crackdown” nei confronti della malavita e del malaffare. Noi giovani imprenditori di Reggio Calabria abbiamo idee, progetti e proposte. Siamo fermamente convinti che il primo intervento sia di carattere educativo e culturale. Non a caso con cadenza settimanale ci rechiamo nelle scuole per parlare di legalità, etica e meritocrazia e a breve, inoltre, saremo tra i firmatari del protocollo antindrangheta. Ma, a nostro avviso, è necessario definire uno strumento normativo che punti a colpire nell’immediato le dinamiche criminali con azioni e interventi mirati, misure a sostegno di enti, imprese e cittadini e un rafforzamento del controllo del territorio, specie delle aree più periferiche”.

I giovani industriali chiedono azioni forti, “tanti giovani stanno lasciando questo territorio per cercare lavoro e fortuna altrove. Amiamo infinitamente la nostra terra, siamo certi che la legalità debba trionfare, ma non accetteremo mai che tutto ciò resti solo un “sogno”.

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