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Prosegue l'azione di protesta dell'Istituto Radice-Alighieri per la chiusura del plesso

Dimensionamento scolastico, raccolte tremila firme a Rosalì

di Redazione Web 16/01/2018

La rabbia per una scelta ingiusta perpetrata sulla testa dei bambini e del territorio di Rosalì, di Catona, di Concessa, di Villa San Giuseppe, di Arghillà, di Salice, di Spontone, unita alla passione di ritrovarsi, coesi e con un forte senso di appartenenza nello sforzo di ribaltare una situazione paradossale quanto può essere paradossale il “furto con destrezza” di un plesso scolastico, ha prodotto qualcosa di incredibile, qualcosa di mai visto a Reggio e provincia: 3105 cittadini, da giovedì 11 a Lunedì 15 Gennaio, in appena 4 giorni, sottoscrivendo la petizione lanciata dall’assemblea popolare di mercoledì 10 Gennaio a Rosalì, hanno urlato un fermo e deciso No allo spostamento del plesso di Rosalì dall’IC Radice-Alighieri di Catona a quello di Campo Calabro. Un risultato straordinario che è andato oltre ogni più rosea aspettativa, che ha visto per quattro giorni una mobilitazione capillare e appassionata di cittadini, genitori, docenti e personale ATA della scuola, in una corsa a voler far sentire la propria voce, il proprio dissenso per l’atto in sé e per il modo come è stato perpetrato percepito violento, prepotente e di una arroganza mai vista prima.

La mobilitazione ha visto l’attivazione di punti raccolta presso esercizi commerciali, plessi scolastici, associazioni del territorio, in un esercizio di democrazia che dovrebbe far riflettere in tanti, ma soprattutto il Sindaco Falcomatà, che quella democrazia ha ritenuto di dover sospendere nel momento stesso in cui ha adottato una posizione opportunistica e priva del minimo interesse comune. La petizione parte da alcune delle considerazioni emerse da quella famosa deliberazione della Giunta Metropolitana del 21 dicembre e poi ratificata dalla Giunta Comunale (quando la stessa maggioranza di Palazzo San Giorgio si è spaccata sulla modifica del proprio piano di dimensionamento scolastico): l’atteggiamento disarmante, deludente ed estremamente preoccupante dell’Amministrazione Metropolitana e Comunale di Reggio Calabria, che hanno inteso con atto unilaterale, non condiviso e illegittimo, scorporare il plesso scolastico di Rosalì dall’IC Radice-Alighieri di Catona per annetterlo all’IC di Campo Calabro nel piano di dimensionamento scolastico 2018-2019; l’assurdità di una scelta basata esclusivamente sui numeri (e ancor di più nel metodo adottato per metterla in atto) che inevitabilmente porterà alla morte di una istituzione di vitale importanza per Rosalì; i numerosi vizi di legittimità nella procedura amministrativa seguita; l’incongruenza della scelta con le linee guida regionali in materia di dimensionamento scolastico; la totale assenza di condizioni di accessibilità tra Campo Calabro e Rosalì; i rischi congeniti alla interruzione della continuità didattica (gli alunni cambieranno tutti gli insegnanti); la distruzione di un rapporto virtuoso intessuto in questi anni tra scuola e territorio, in tutte le sue componenti associative; l’interruzione di tutte le attività di interplesso legate all’orientamento, all’indirizzo musicale, alle progettualità extracurriculari; che Campo Calabro dovrebbe sforzarsi di raggiungere la sua autonomia attraverso il recupero del gran numero di alunni che si iscrivono nella scuola di Villa San Giovanni e non facendo campagna acquisti di plessi non viciniori; la perdita occupazionale nel corpo docente per la creazione di docenti “perdente posto” che rischiano di rimanere esclusi dall’insegnamento nel corso dell’anno scolastico 2018-2019; il ruolo della scuola come baluardo fondamentale di legalità e di lotta alla criminalità.

Da queste considerazioni è venuta fuori la richiesta immediata di annullamento del Piano di Dimensionamento Scolastico Metropolitano di Reggio Calabria nella parte che prevede il trasferimento del plesso di Rosalì, richiesta che sarà immediatamente inoltrata alla Regione Calabria e agli organi che quella scelta l’anno proposta e avallata. Allo stesso modo la petizione sarà trasmessa per conoscenza alle istituzioni di Prefettura e al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Dott. Antonio Marziale, ribadendo che a Rosalì si è esercitata una violenza “amministrativa” che in primo luogo danneggia i bambini di quel territorio. E questo, oltre tremila cittadini, si sono già detti non disposti ad accettarlo.

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