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Nel Pd calabrese tutti vogliono Marco Minniti all'uninominale, ma il ministro dell'Interno è di un'altra idea

Politiche, è corsa alla poltrona. Ma scoppia il caso Cinquestelle

di Redazione Web 18/01/2018

Sono molti i consiglieri regionali calabresi impegnati da diverse settimane in incontri sui propri territori in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. A fornire questa prima analisi è l’agenzia stampa Dire. Radicamento sul territorio e una buona base di voti sono gli elementi chiave che stanno indirizzando tutti i partiti. Chi si è mosso per prima è stato Forza Italia che in Calabria si presenta rivitalizzato, anche per l’avallo dai sondaggi nazionali che premierebbero gli azzurri. Gli uomini di Fi in provincia di Reggio Calabria sono Francesco Cannizzaro e Alessandro Nicolò. Per entrambi negli scorsi giorni si sono mossi il capogruppo al Senato Paolo Romani per Cannizzaro, e il capogruppo alla Camera dei deputati Renato Brunetta per Nicolò. In occasione di due singole iniziative azzurre è stato poi registrata la presenza numerosa di amministratori locali e rappresentanti di categoria. Resta alla finestra l’ex presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, che dovrebbe essere l’uomo di punta di Noi con l’Italia di Raffaele Fitto; mentre resta da decifrare lo scacchiere in casa Noi con Salvini – Lega Nord dal quale potrebbe emergere qualche nome di peso tra gli scopellitiani di ferro.
Sul fronte Pd in provincia in riva allo Stretto spuntano i nomi di Domenico Battaglia e del collega cosentino Giuseppe Aieta. Appare anche indicativo il rinnovato dinamismo comunicativo del consigliere regionale reggino Giuseppe Neri, ultimamente molto presente sui media locali.
Ma certamente tra i democratici le partite più interessate sono quelle giocate da alcuni big del partito, su tutti il reggino Marco Minniti che dovrebbe essere candidato in riva allo Stretto. Resta da capire se all’uninominale o al proporzionale. A “tirarlo per la giacchetta” un po’ tutti, compreso il governatore della Calabria, Mario Oliverio. «Comprendo le ragioni di una candidatura di Minniti, in quanto ministro dell’Interno, in altre realtà del Paese. Francamente però – dice Oliverio al riguardo – non si motiverebbe una non candidatura nella sua regione, dal momento che la legge prevede la possibilità di più candidature in diverse circoscrizioni elettorali».
Altro nome caldo, in casa Pd, potrebbe essere quello di Maria Elena Boschi, travolta dal caso Banca Etruria, che rappresenterebbe un insolito bis in terra calabra. Dopo la candidatura “straniera” della toscana Rosy Bindi nella passata tornata elettorale, potrebbe toccare alla Boschi replicare nel 2018. In provincia di Crotone gli indizi si spostano sulla consigliera Flora Sculco (Calabria in rete) alla ricerca di una candidatura nel Pd. In provincia di Vibo Valentia a dare una mano ai dem potrebbe arrivare, Michele Mirabello. Ancora, chi non rinuncerebbe ad un salto verso Roma potrebbe essere il cosentino Carlo Guccione, ex assessore regionale, tra i più votati alle ultime regionali.
A Catanzaro il passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia della consigliera Wanda Ferro (già candidata alla presidenza della Regione) da molti e’ stato interpretato in chiave parlamentare. Stesso percorso per il collega cosentino Fausto Orsomarso, eletto in Regione con Forza Italia e poi confluito nel partito di Giorgia Meloni. Dalle fila di Liberi e Uguali la Calabria potrebbe contare sulle candidature dei consiglieri regionali: il catanzarese Arturo Bova, attuale presidente della commissione regionale antindrangheta, ed il reggino Giovanni Nucera, delegato regionale allo sport.
Ma la «tempesta perfetta» si è abbattuta sul Movimento Cinquestelle, con particolare riferimento alla situazione balcanica in riva allo Stretto, ove due candidati – considerati fortissimi – alle parlamentarie sono stati estromessi dal sistema elettronico dei pentastellati. Si tratta di Salvatore Salvaguardia, grillino della prima ora e campione di preferenze alle regionali del 2014, e Giorgio Nordo, in passato candidato con la lista civica “Ethos” alle ultime comunali.
Proprio Nordo ha rilasciato alcune dichiarazioni al vetriolo alle agenzie web locali: «Non ho ricevuto informazioni o notifiche ufficiali né tantomeno spiegazioni, nonostante io abbia scritto più volte anche sul blog. In modo informale mi hanno detto che la mia candidatura sarebbe stata accettata, ma la contestazione avrebbe investito la candidatura nella porzione di “Reggio in Movimento” confluita nella lista civica “Ethos”. Capisco che nel panorama odierno è raro trovare una lista davvero civica, che non funga da lista–civetta: ma quella lo era. Il Regolamento parla invece d’esclusione in caso di candidatura in movimenti politici. Adesso, sono assolutamente determinato nel ricorrere alla Giustizia – conclude Nordo – e nel proporre ricorso verso quest’esclusione che, come tanti altri in Italia, reputo illegittima».

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