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Libera vuole dare il proprio contributo a svegliare le coscienze dei vibonesi che hanno registrato «il fallimento delle Istituzioni»

21 marzo, Libera Calabria celebrerà la giornata a Vibo

di Redazione Web 20/01/2018

Vibo Valentia provincia dalle mille contraddizioni, incastonata in una delle Coste più rinomate d'Italia ma dalle ferite lontane, profonde e sanguinanti.

Assoluzioni eccellenti per esponenti di spicco del clan Mancuso. Scarcerazioni magistrali per i boss di Tropea Antonio La Rosa e per quello di Sant'Onofrio, Domenico Bonavota. Omicidi efferati ancora in attesa di una risposta di verità e giustizia per l'imprenditrice Maria Chindamo e per il giovane Francesco Prestia Lamberti. Frutti di una subcultura dell'odio, della violenza indiscriminata e dell'usurpazione del concetto di onore. Non rimangono immuni dall'onta delle ambiguità nemmeno i parroci, la sanità, uomini delle forze dell'ordine e della magistratura e piccoli e grandi comuni che registrano scioglimenti per infiltrazioni mafiose e l'accesso di varie commissioni prefettizie.

I presupposti del nuovo anno non fanno ben sperare ma anzi si continua su una scia di soprusi e angherie fatti di intimidazioni ad imprenditori e non solo che confermano una presenza logorante e asfissiante di una 'ndrangheta che forse spara di meno ma che riesce ad infiltrarsi ovunque condizionando il tessuto economico, sociale e politico della provincia. Pestaggi e sparatorie che vedono come protagonisti i giovani e giovanissimi assoldati anche come nuove leve dei clan locali nello spaccio di droga, sinonimo di un allarme forte su una questione giovanile sempre più preoccupante e che deve far riflettere.

Rispetto all'emergenza di tale situazione la risposta dello Stato appare non del tutto adeguata, come dimostra il caso eclatante del Tribunale di Vibo dove a causa del mancato rimpiazzo tempestivo dei giudici in via di trasferimento, diversi processi rischiano di finire in prescrizione.

"Tutto scorre in un assordante silenzio senza moti di indignazione o di presa di posizione da parte di una comunità succube e inerme. Questo scenario rappresenta il totale fallimento delle Istituzioni, della Chiesa, delle Associazioni e di tutte le realtà sociali che vivono questo territorio. Parte in causa di questa disfatta è sicuramente quella parte di politica e quei partiti che anziché dare segnali forti, scomodi e ribelli che possano sottrarre consenso sociale alle cosche vanno a braccetto con i massoni che hanno legami con i clan. L'esistenza dei rapporti tra massoneria e 'ndrangheta è confermata dalla relazione della Commissione parlamentare antimafia secondo la quale sono 193 gli affiliati alle logge massoniche di Sicilia e Calabria coinvolti in inchieste di mafia, ma soprattutto a confermarlo, nel nostro territorio, è uno che di queste cose se ne intende e non poco; Pantaleone Mancuso il quale in un'intercettazione di qualche anno fa dichiarava << adesso la 'ndrangheta fa parte della massoneria, diciamo è sotto la massoneria>>. Rispetto a questo grido di dolore soffocato è necessario dare una risposta e recuperare credibilità".

Libera vuole dare il proprio contributo a svegliare le coscienze dei vibonesi dal torpore nel quale sono addormentate a partire dalla scelta di celebrare a livello regionale proprio a Vibo Valentia, il 21 marzo, Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un'opportunità importante, da non sprecare, per accendere i riflettori sullo stato di necessità e di bisogno in cui versa questo pezzo di sud maledetto e dimenticato.

"In occasione di questa giornata tutti e tutte siamo chiamati ad una grande partecipazione attiva e responsabile per non correre il rischio di morire, ancora una volta, di rassegnazione e indifferenza. Altrimenti, forse è vero, nel vibonese la mafia o meglio la 'ndrangheta non esiste".

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