accedi | registrati | 18-8-2018

Tante le esperienze da poter condividere come testimonianza per i giovani volontari delle parrocchie.

Caritas diocesana: «Comunità ecclesiali siano luogo dell’amore»

di Redazione Web 18/02/2018

La Caritas diocesana indica alcuni temi su cui tessere l’animazione quaresimale mostrando lo stretto legame tra catechesi, liturgia e carità. Anzitutto la cittadinanza attiva, attraverso il progetto Costruire spe- ranza, fattivo contributo a far cre- scere l’educazione sui temi della giustizia e della legalità. Il male della mentalità mafiosa si sconfigge non solo con le parole, ma anche con l’impegno a favore degli ultimi, generalmente calpestati dalla logica dei poteri forti. Su questa strada – attraverso l’animatore della legalità, in collaborazione con il Progetto Policoro – si sta cercando di accompagnare il mondo giovanile affinché possa inventare vie lavorative percorribili, oltre a sensibilizzare verso la conoscenza dell’uso sociale dei beni confiscati. Un segno di speranza è Casa Anawim, servizio per l’accoglienza delle persone fragili, attivo da 2 anni in un bene confiscato, è un piccolo segno di speranza. Un’altra attenzione educativa è quella della accoglienza. La nostra Chiesa locale ha sperimentato nel tempo una bella capacità di prossimità attraverso il Coordinamento ecclesiale sbarchi e nel periodo dell’emergenza, grazie alla sensibilità di parrocchie ed associazioni, abbiamo accolto tanti minori. Da un po’ di tempo non vi sono più sbarchi, ciò non vuol dire che il fenomeno migratorio sia finito, ma sappiamo bene che i drammi sono solo “spostati”. Nella recente campagna elettorale tutti gli schieramenti parlano male del fenomeno migratorio. «Cavalcare l’onda del rifiuto fa aumentare i voti – scrivono dalla Caritas reggina – Questo è un dato molto pericoloso». Altro tema centrale è la cura la salvaguardia del creato. Una vera ecologia integrale sa riconoscere lo stretto legame tra custodia della vita in tutte le sue forme e l’attenzione al creato. Infine l’apertura al mondo ed il dramma del Medio Oriente. Amare Gerusalemme è non solo custodire le pietre dell’archeologia cristiana ma riconoscere la presenza delle pietre vive. Desideriamo coltivare il gemellaggio con il patriarcato latino di Terra Santa. Inoltre alla fine di febbraio, comunicano dalla Caritas, ci sarà un viaggio in Libano per conoscere da vicino il dramma di un piccolo paese toccato dal grande conflitto siriano.

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