accedi | registrati | 23-10-2018

Il Consiglio dei Ministri non approva il nuovo ordinamento, immediata la reazione dei Garanti territoriali e regionali

Riforma penitenziaria rinviata, Garanti dei detenuti: «Delusi»

di Redazione Web 23/02/2018

La decisione del Consiglio dei Ministri di non approvare il testo di riforma dell’Ordinamento penitenziario ci lascia attoniti e sbalorditi.

La paura di un uso strumentale nella polemica elettorale ha bloccato una risposta civile alla crisi del carcere e produrrà una grave delusione tra i detenuti che avevano sperato nel trionfo dei principi della Costituzione.

Questa scelta di pavidità rappresenta uno schiaffo alla scelta di dialogo e di nonviolenza che ha visto impegnati per anni tanti soggetti, dai radicali ai garanti, dai giuristi ai prigionieri.

C’è un solo modo di sanare questa ferita. Il Presidente del Consiglio Gentiloni e il Ministro di Giustizia Orlando annuncino subito la convocazione di un Consiglio dei Ministri straordinario in modo da garantire la conclusione dell’iter entro il 23 marzo.

Se non sarà così si assumeranno la responsabilità delle conseguenze imprevedibili (o prevedibilissime) che si verificheranno nelle prossime ore e giorni.

La parziale soddisfazione per la tardiva approvazione degli schemi di decreti sull'ordinamento penitenziario minorile, sul lavoro penitenziario e sulla giustizia riparativa, non può nascondere la cocente delusione per la mancata approvazione definitiva dell’unico decreto già passato al vaglio delle Camere e contenente norme innovative sulle alternative al carcere, sull'assistenza sanitaria e sulla vita detentiva.

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