accedi | registrati | 20-10-2018

La lettera per le elezioni dell'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova

Morosini: «La Politica non ha risolto i problemi della Calabria»

La questione morale al centro delle preoccupazioni del presule: «È necessario scegliere rappresentanti degni»

di Giuseppe Fiorini Morosini * 26/02/2018

Carissimi,
Il giorno delle elezioni è ormai imminente.
In teoria sappiamo tutti che il voto è il massimo esercizio di democrazia e di libertà, perché decideremo noi chi ci dovrà governare. Con il voto noi ipotechiamo il nostro futuro. Spesso, però, nella pratica qualcosa non torna.
Vi invito, pertanto, ad andare a votare. È nostro dovere morale farlo, perché astenersi significa lasciare decidere ad altri il nostro futuro. È nostro dovere farlo con coscienza e responsabilità, non lasciandoci ingannare da false promesse: diciamo, pertanto, un no forte al voto di scambio. È nostro dovere farlo con oculatezza: diciamo perciò no ad un voto istintivo di protesta generalizzata, che condanna il passato, ma non costruisce il futuro. Votiamo con uno sguardo volto al passato e uno al futuro.

Non rinnoviamo la nostra fiducia a chi non l’ha usata bene nel passato. Promuoviamo, invece, chi ci garantisce, per moralità e competenza, lo sviluppo futuro, soprattutto quello della nostra Regione e della nostra città metropolitana.

Finora la politica non è riuscita a risolvere gran parte dei problemi della nostra Regione, anzi ne ha creati di nuovi, contribuendo allo spopolamento di uomini e alla perdita di risorse. Diciamo no, pertanto, ai saccheggi perpetrati nella nostra Regione negli ultimi decenni.
Votiamo chi potrà garantirci veramente i diritti sanciti dalla Costituzione per tutti i cittadini italiani.

Chiediamo il lavoro per i giovani: basta con l’emigrazione delle forze migliori.
Le imprese vanno incentivate ad assumere con opportune politiche di detassazione del mercato del lavoro.
Siano utilizzati appieno i fondi strutturali e i finanziamenti europei. Nessuno ci spiega mai perché ciò non avvenga, anche a discapito di settori così delicati, quali i trasporti e la sanità. Chiediamo, ai fini anche dell’occupazione, di supportare e di attrezzare in maniera adeguata le Università, rendendole vere fucine di talenti, appetibili agli occhi dei giovani, che sognano legittimamente un futuro professionalmente gratificante.

Anche la Scuola merita un’adeguata considerazione: è troppo elevato il tasso di dispersione scolastica ed è troppo il tempo che intercorre tra la conclusione degli studi e l’inserimento occupazionale. Vengano fornite ai giovani le competenze richieste dall’economia emergente, attraverso l’alternanza scuola lavoro, l’apprendistato e la formazione professionale.

La sfida educativa è cruciale per il futuro dei giovani. Bisogna allora supportare in maniera adeguata le famiglie, affinché non vengano lasciate sole nel delicatissimo compito di coltivare la vita e il futuro del nostro Paese: la famiglia non va emarginata, non vanno trascurate le Politiche Sociali e il giusto sostegno agli operatori impegnati nel Terzo Settore.
Chi lavora in questo ambito non può essere considerato manovalanza a basso costo o volontariato sociale, che maschera situazioni di disagio o, addirittura, lavoro nero.

Sia affrontata con responsabilità anche la sfida dell’accoglienza, che non può essere più gestita con la logica dell’emergenza. È necessario pianificare reali progetti di integrazione e di formazione per coloro che vogliono rimanere in Italia e al Sud.

Guardando, infine, alla nostra realtà reggina, vorrei sottoporre all’attenzione di tutti l’urgenza della questione morale che interessa politica, istituzioni e cittadinanza.
Viviamo in un contesto di illegalità diffusa che si riverbera soprattutto nel mondo del lavoro, creando una frattura sempre più profonda tra popolazione e istituzioni, alimentando - a volte involontariamente – la subcultura mafiosa che vede nello Stato un nemico piuttosto che uno strumento di realizzazione della persona.
Si prenda a cuore la sua vocazione di città metropolitana, migliorando la rete ferroviaria e stradale, custodendo come bene prezioso il nostro aeroporto e tutte quelle infrastrutture necessarie al retto funzionamento di una città: nuovi asili ed edifici scolastici, nuove strutture aggregative e ricreative.

Il nostro voto, pertanto, sia ben ponderato e soprattutto abbia le caratteristiche della moralità. Nei limiti in cui questa legge elettorale ce lo consentirà, evitiamo di votare persone, che non danno affidamento soprattutto in riferimento alla questione morale. Non lasciamoci corrompere da promesse, che sono solo connivenze con la corruzione.

Un ultimo appello a chi ci governerà: facciano ogni sforzo per sconfiggere la criminalità organizzata, ma lo facciano pure con un buon governo e una retta amministrazione della cosa pubblica.


Mi rivolgo, infine, a tutti coloro che si definiscono cristiani. A nessuno è stato rilasciata tale patente: chi pensa di esserlo nel profondo, lo dimostri, se eletto, con un impegno politico che sia veramente servizio, come vuole il Vangelo. Anche da questo punto di vista, nel votare, diamo un occhio al passato e uno al futuro: lo richiede la perdita graduale dei nostri valori cristiani, anche dell’attività legislativa del nostro parlamento. Chi sarà disposto a lottare perché vengano garantiti?

Andiamo a votare, dunque, con le idee ben chiare sul senso del nostro essere cittadini e sulle preferenze da esprimere. Diamo vita alla nostra partecipazione e contribuiamo a rafforzare il senso democratico del nostro Paese. Sappiamo che la situazione della nostra Calabria è difficile, per questo è indispensabile l’impegno di ognuno e il dialogo fra tutti. Ma è necessario soprattutto delegare a rappresentarci in Parlamento personalità degne per capacità e moralità.

Auguro per me e per voi tempi migliori.
Dio ci benedica.


* Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova

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