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Centrodestra, la Lega nuovo «ago della bilancia» in Calabria

Proprio da Giuseppe Scopelliti - che il 4 aprile sarà giudicato per il 'caso Fallara' dalla Cassazione - e dai suoi fedelissimi riparte la carica al fortino regionale

di Federico Minniti 07/03/2018

Il 24 novembre 2014 in pochi ci avrebbero scommesso. I quaranta (dicasi quaranta) punti percentuali che distaccavano il centrosinistra dal centrodestra alle regionali non lasciavano presagire nulla di buono per i partiti che avevano formato la maggioranza dell'esecutivo Scopelliti. Un Cdx fermo al 23% (di cui Forza Italia al 12%) sembrava ritrarre l'inizio della fine del sistema di potere berlusconiano in Calabria. Ma proprio da Giuseppe Scopelliti - che il 4 aprile sarà giudicato per il "caso Fallara" dalla Cassazione - e dai suoi fedelissimi riparte la carica al fortino regionale.

Per fortuna dei moderati (o ex moderati, ma lo capiremo più avanti) che Mario Oliverio con una guida regionale definita dallo stesso Partito Democratico come «poco brillante» ha consentito di ridurre le distanza per inerzia. E non è un caso che, "a caldo", Mario Occhiuto abbia lanciato la propria Opa partitica sulla guida della Regione con diciotto mesi di anticipo.

Eppure, proprio nella sua Cosenza, il Cdx (24%) - e in particolare Forza Italia (15%) - ha incassato un risultato risicatissimo (soltanto al proporzionale), asfaltato dallo tsunami a Cinquestelle (52%). La candidatura di Mario Occhiuto era stata annunciata dai suoi ascari nel nome del buon governo del capoluogo ai piedi della Sila. L'autoproclamazione della fascia tricolore bruzia, «sono pronto ad accettare la sfida e proporre il cambiamento per la Calabria, candidandomi alla Regione», sembra essere una risposta "tattica" alle critiche che stanno piovendo al management di Forza Italia dalla riva calabrese dello Stretto. Non solo problemi "azzurri", perché le vere rivendicazioni del successo arrivano ancora più a destra di Fi.

A Reggio Calabria, infatti, il centrodestra (36%) è stata una roccaforte (quasi inespugnabile) nonostante i malpancisti e le «tessere strappate» per la mancata candidatura di un'esponente forzista storico come Sandro Nicolò. Alla fine gli elettori se ne sono fatti una ragione e hanno votato: all'uninominale, due parlamentari eletti (Cannizzaro e Siclari) in Forza Italia (con il 42% e il 39%) e uno sconfitto (Talarico contro la pentastellata Dieni) seppur con percentuali ben oltre la media calabra (35%). Al proporzionale, oltre il posto bloccato della Santelli, Forza Italia può festeggiare anche l'elezione della melitese Tripodi. Bene a Catanzaro, che subisce la sconfitta di Tallini, ma piazza tre parlamentari: Ferro (Fratelli d'Italia), Furgiuele (Lega) e Mangialavori (Forza Italia).

Con numeri importanti, Forza Italia nel collegio reggino aumenta il dato regionale con il 24% (+10% rispetto al Pd). Un quid dell'intera coalizione, grazie al risultato del forze più oltranziste del Cdx, su tutte la Lega che racimola il 7% al Senato e il 6% alla Camera. Un dato altisonante per il Carroccio, il cui leader Matteo Salvini è stato l'unico, tra i big dei partiti, a visitare la città dei Bronzi di Riace durante la campagna elettorale.

Salvini ha scelto, inoltre, proprio il seggio calabrese per accedere a Palazzo Madama, smorzando l'entusiasmo per l'elezione di Tilde Minasi come prima senatrice leghista a Reggio Calabria. Una scelta che, però, nel borsino politico interno alla Lega fa schizzare le quotazioni del Movimento Nazionale per la Sovranità capace di reggere nel Mezzogiorno di Italia persino l'onda d'urto del Movimento Cinquestelle.

Scopelliti di quel Movimento Sovranista è uno dei capi carismatici, al fianco di Gianni Alemanno per intenderci. Quel pezzo di Destra che, in questa fase storico-politica post ideologica, rischia di avere un carattere determinante nelle scelte dei partiti anche per le elezioni locali. Il passo in avanti di Mario Occhiuto per la candidatura a Governatore della Calabria, quindi, va letto in questo senso. Forza Italia (dopo la resa dei conti sull'asse Reggio-Cosenza), dati alla mano, sa che dovra sedersi e ragionare proprio con i sovranisti che in regione sono gli scopellitiani. Cassazione permettendo.

 

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