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I molti «grazie» delle Chiese che sono in Italia

Cinque anni di pontificato di Francesco, la lettera della Cei

di Redazione Web 13/03/2018

Beatissimo Padre,

per tutte le Chiese che sono in Italia il quinto anniversario del suo pontificato è motivo di profonda gratitudine. Come Pastori ci sentiamo interpreti di tale riconoscenza, consapevoli che gli stessi auguri con i quali ci stringiamo a lei, Successore di Pietro, impegnano a proseguire con rinnovato slancio il cammino pastorale da lui propostoci con semplicità, umiltà e vigore.

Grazie, Padre Santo, perché – in un mondo investito dal vento dell’indifferenza – non si stanca di accorciare le distanze, di prendersi cura delle persone, di coinvolgersi nella loro storia fino a inginocchiarsi e lavare loro i piedi.

Grazie per la geografia umana che in questo modo ci rappresenta, nell’attenzione costante ai poveri, ai migranti, ai carcerati, ai disabili, riconosciuti come la carne sofferente di Cristo.

Grazie perché, portandoci ad abitare le periferie esistenziali di questo tempo, ci spinge a mettere in correlazione feconda i temi della vita e quelli sociali, la difesa della dignità umana e la custodia del Creato, le relazioni spezzate e i precari del lavoro, la valorizzazione della famiglia e la denuncia di un’economia iniqua.

Grazie, Santità, perché riconduce queste sfide pastorali a quell’essenziale che si condensa nel mistero dell’Incarnazione della Parola, che porta a considerare la realtà superiore all’idea e a realizzare opere di giustizia e di carità nella vita quotidiana.

Grazie per lo spirito missionario che chiede a ogni battezzato e che si esprime in quella gioia del Vangelo che riempie il cuore e
la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù.

Grazie per la corresponsabilità a cui richiama la Chiesa, perché sia corpo vivo, animato dalla comunione fraterna, attento a fare senza paura il primo passo per andare incontro all’altro e offrire misericordia, tenerezza e pace.

Padre Santo, nell’assicurarle la preghiera assidua di tutte le nostre Comunità, Le rinnoviamo la piena disponibilità a far nostro con coraggio e grande speranza il suo insegnamento e la Sua testimonianza.

La Presidenza della Conferenza episcopale italiana

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