accedi | registrati | 14-8-2018

Presentata presso la Corte d'Appello l'attività dei legali che assumono la tutela giuridica delle fasce deboli

Marianella Garcia, rilanciata azione degli avvocati degli ultimi

di Redazione Web 14/03/2018

Presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria si è rilanciata questo pomeriggio l’attività del Gruppo di Avvocati della “Marianella Garcia”, un gruppo di professionisti, all’interno del Centro Comunitario Agape, che assume pro bono la tutela giuridica delle fasce deboli e svantaggiate presenti sul territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, fasce deboli e svantaggiate che non detengono i requisiti per poter accedere ai benefici statali.

Lo stesso Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria ha deliberato il patrocinio morale al Gruppo di Avvocati della “Marianella Garcia” e ancora la Fondazione Lelio e Lisli Basso ha patrocinato l’attività dei Legali reggini ritenendo «ammirevole e tanto più necessario l’impegno di quanti operano per la difesa e l’effettiva attuazione del principio di uguaglianza e nel nome di Marianella Garcia».

Marianella Garcia Villas, di cui ricorreva proprio ieri l 35esimo anniversario della scomparsa, ha ispirato l’attività dei Legali del Foro reggino, essendo una donna rivoluzionaria, un’avvocatessa impegnata nella lotta al sistema distorto del suo Paese, che fondò la Commissione per i diritti umani del Salvador.

Il Gruppo di Avvocati, nato nel 1994, in un momento storico in cui non era ancora stato contemplato il patrocinio a spese dello Stato, continua a sostenere gratuitamente le persone più fragili e a promuovere l'idea di uno stato di diritto che valorizzi i principi fondamentali riconosciuti ad ogni individuo e sui quali si fonda la democrazia.

Ciò che spinge il gruppo di avvocati ad impegnarsi, e a rilanciare il proprio lavoro, sono i bisogni contingenti di molti e che in questi 25 anni non sono mutati. In Italia quasi 2,3 milioni sono in situazioni di povertà relativa quasi 1,3 milioni di minori vivono in condizioni di povertà assoluta. Un minore su due in povertà relativa vive al Sud. Solo nel Mezzogiorno, infatti, i minori poveri rappresentano il 39 per cento sul 52 del totale nazionale. Sono i dati resi noti a inizio marzo dalla Fondazione con il Sud in una ricerca su "La povertà minorile ed educativa. Dinamiche territoriali, politiche di contrasto, esperienze sul campo".

La Coordinatrice della “Marianella Garcia” l’avvocato Lucia Lipari, aprendo la conferenza stampa ha affermato: «Il sistema crisi chiama tutti a stare al fianco di chi è rimasto indietro e gli Avvocati della Marianella Garcia vogliono continuare a fare la propria parte in una sfida sociale molto complessa. Occorre rimettere al centro i diritti di tutte le persone, la funzione sociale della professione forense e l’importanza dell’etica nell’esercizio delle professioni. Viviamo un momento in cui i professionisti non possono stare alla finestra a guardare, perché la tenuta sociale passa dall’impegno di tutti, dalla responsabilità anzi dalla corresponsabilità di tutti, perché la responsabilità è individuale, la corresponsabilità è collettiva ed è un plusvalore».

Il Presidente della Corte d’Appello Luciano Gerardis, che ha preso parte alla tavola rotonda ha detto: «È un segnale molto importante quello della gratuità dell’assistenza legale fornita dagli avvocati della Marianella Garcia, plaudo all’iniziativa di questo gruppo di legali che ha deciso di mettere a disposizione le proprie competenze e una parte del proprio tempo, in favore delle persone più fragili».

Il Vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Carlo Morace, ha invece ribadito:«Le motivazioni che hanno spinto il Consiglio dell’Ordine a sposare la causa della Marianella Garcia si sono basate sull’alto valore morale dell’attività portata avanti dai colleghi della M.G., che nobilita tutta la professione forense e su progettualità di questo tipo l’Ordine sta investendo».

Presa la parola l’avvocato Nicola Santostefano ha chiosato:«Un avvocato che ha l’opportunità di rendersi veramente utile e tutelare i diritti dei più deboli, di chi non ha voce, applicando quanto ha studiato, vede concretizzarsi il massimo. Grazie a chi ha permesso che questo si realizzasse. Calamandrei sosteneva che molte professioni possono farsi con il cervello e non con il cuore. L’avvocato no».

Don Nino Iachino per l’Agape ha richiamato tutti sulla centralità del messaggio cristiano e della solidarietà tra gli uomini ed ha ricordato che:«L’attributo che viene dato alla Madonna è avvocata nostra. Il termine avvocata indica proprio la missione e l’accoglienza che ciascuno deve riservare al prossimo, perché il bene non è un’utopia».

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