accedi | registrati | 23-6-2018

Occorre ritrovare una spiritualità operosa e creativa che sia 'allenata' a seminare grazia

Ricercare l’armonia, creare il bene comune

di Antonio Foderaro 03/04/2018

Ugo Foscolo scriveva che «la bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori degli uomini». L’uomo oggi non si domanda più cosa sia bello perché, la cultura dominante vede, la bellezza come una costruzione del corpo e non della totalità della persona.

La bellezza è un valore in se stesso. Non è utilitarista. È come il fiore che fiorisce per fiorire, poco importa se lo guardiamo o no. Dostoevskij nel libro

L’idiota affermava: «La bellezza salverà il mon-

do»; nell’altro suo libro, I fratelli Karamazov, l’ateo Ipolit domanda al principe «in che modo la bellezza salverebbe il mondo?» Il principe non risponde, si mette accanto ad un moribondo e lo accudisce fino a che non si spegne. Allora ci accorgiamo che per il romanziere russo la bellezza è dare dignità agli altri. Ecco allora perché rimaniamo affascinati dal volto rugoso di Madre Teresa che irradia luce di bellezza. La bellezza è irradiazione dell’essere. La bellezza è capace di riempire il cuore, sollevare lo spirito, rendere tangibile la felicità sotto molte forme. Quando meno ce lo aspettiamo, ecco che si presenta in tutto il suo splendore, capace di penetrarti in profondità, pervadendo ogni sospiro dell’anima. L’uomo del XXI secolo resta senza parole di fronte a castelli, cattedrali, opere d’arte di un passato lontano in cui scorgiamo un riflesso di quel “paradiso perduto” cui ciascuno anela nel profondo del cuore. Gli ultimi pontefici, dal beato Paolo VI fino a Papa Francesco, ci hanno ripetuto che «annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove » ( Evangelii Gaudium).

Benedetto XVI, all’omelia in occasione della dedicazione della Chiesa della Sagrada Famalia, affermava che la bellezza è la grande necessità dell’uomo, è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. Per il Pontefice la bellezza è la rivelatrice di Dio perché, come lui, invita alla libertà e strappa all’egoismo. Papa Francesco ha dato speciale importanza alla trasmissio- ne della fede attraverso la via Pulchritudinis. L’invito del Papa ci porta a riflettere su ciò che genera quella armonia visibile che nell’arco dei secoli ci ha raccontato la bellezza nella sua essenza riportandoci attraverso l’opera d’arte, sia essa visiva o figurative, alla suprema bellezza generativa.

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