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Sopralluogo presso il terreno del Ciapi a Catona in cui dovrebbe sorge il più grande polo interculturale del Mediterraneo

Dante Alighieri, la Regione «apre» al campus universitario

di Redazione Web 18/04/2018

Finalmente sembra essere scoccata l’ora propizia per l’avvio di un ambizioso quanto improcrastinabile progetto di sviluppo socio-culturale del territorio reggino e dell’intera Regione.

La svolta, da tempo e da più parti auspicata si è registrata il 17 aprile u.s., giorno in cui – nell’area a suo tempo di pertinenza del CIAPI (Centro Interaziendale di Addestramento Professionale nell’Industria), istituito a Catona di Reggio nel 1964, dalla Cassa del Mezzogiorno, su iniziativa dell’On. Nello Vincelli, e ora di proprietà della Regione – è avvenuto un incontro fra il Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio, accompagnato dall’Assessore alla Cultura di fresca nomina, Maria Francesca Corigliano, il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto e il Rettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” Salvatore Berlingò.

L’incontro è stato finalizzato all’effettuazione di un sopraluogo per verificare la fattibilità di una riqualificazione e ristrutturazione di un bene patrimoniale dalle immense potenzialità, ma per la massima parte in stato di totale deprecabile abbandono. Solo una minima percentuale dei quasi 30 mila metri quadri dell’area suddetta è, in atto, utilizzata, in forza di un accordo con la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici, da qualche anno ivi allocata con la propria sede, dall’Università per Stranieri per lo svolgimento dell’attività didattica del Corso di Laurea Magistrale in “Interpretariato e Mediazione Culturale”, naturale sbocco per i diplomati di detta scuola superiore. Fin da quando questo embrionale insediamento universitario ha trovato sistemazione nell’area, in coerenza con la propria specifica mission istituzionale di unica Università per Stranieri di tutto il Meridione e le Isole, l’Ateneo “Dante Alighieri” ha coltivato l’idea di fare di questa appendice più estrema dell’Europa un Polo strategico di attrattiva internazionale per i Paesi mediterranei dell’Africa e del Medio Oriente, ipotizzando la allocazione nell’area ex CAIAPI di un campus interuniversitario alla stregua dei migliori collegi universitari italiani, del tipo il “Sant’Anna” di Pisa o il SISSA di Trieste, al fine di sviluppare nel tempo un Polo di eccellenza per l’alta formazione e la ricerca, da destinare alla sistemazione di allievi e studiosi provenienti, appunto, dalle rive meridionali e orientali del Mediterraneo con la predisposizioni di programmi di formazione e di ricerca, nei limiti del possibile personalizzati, secondo le propensioni ed il livello di istruzione dei singoli allievi, da non utilizzare più come derive umane e quale forza lavoro o manovalanza per le mansioni meno elevate o per i traffici più loschi e biasimevoli, ma da valorizzare a pieno come risorse capaci di esprimersi in tutte le loro potenzialità senza più dover subire l’onta di ulteriori discriminazioni o deportazioni.

Una volta effettuato il sopraluogo, il Presidente Oliverio, nella sua veste di rappresentante dell’Ente Proprietario dell’Area, ha manifestato il suo apprezzamento per l’idea proposta dall’Università “Dante Alighieri”, assicurando la immediata e piena disponibilità della Regione perché essa si concretizzi. In vista di tale obiettivo, il Presidente Oliverio ha suggerito di inserire il progetto in una comprensiva e complessiva cornice di politica di cooperazione e di sviluppo, tanto dei nostri territori quanto dei territori di provenienza dei migranti, mirata alla formazione di risorse umane, italiane e straniere nel ruolo di mediatori interculturali e di “facilitatori” delle e nelle relazioni euromediterranee, essendo questo tipo di personale oggi sempre più richiesto dal terzo settore, dal nuovo welfare, dall’impegno per una nuova cittadinanza attiva, partecipe e responsabile in tutte le Regioni e i Paesi interessati. A tal fine il Presidente Oliverio ha inoltre auspicato il coinvolgimento per le proprie competenze anche degli altri Atenei Calabresi, nonché delle aziende e delle imprese del luogo (ad esempio agricole e turistico-commerciali) che potrebbero giovarsi del campus, come di una sorta di Hub per incubatori di impresa o spin-off come pure per la realizzazione di manifestazioni artistiche e sportive tali da assecondare particolare vocazioni e inclinazioni da affinare o valorizzare, ricorrendo all’ausilio di tutte le istituzioni o associazioni che, a vario titoli, formativo o assistenziale, si occupano delle attività e accoglienza di gestione dei migranti. Una volta focalizzati questi obiettivi da raggiungere in un periodo di tempo medio-lungo, il Presidente Oliverio ha, infine sottolineato, che è opportuno procedere per tranches, in primo luogo decentralizzando quei Corsi, quei Centri di Ricerca e quei servizi che ormai, considerato lo sviluppo registratosi in questi ultimi anni da parte dell’Università per Stranieri, non trovano più spazi adeguati nella sua attuale sede centrale, ed assicurando, ad un tempo, fin da subito l’apprestamento nell’area dell’ex CIAPI di idonei locali per una sistemazione dignitosa e accogliente degli allievi in sedi adeguatamente attrezzate per lo studio, per le ricerche e per il soggiorno necessario al loro compimento. È questa ad avviso dello stesso Oliverio una condizione indispensabile e non più rinviabile per attrarre flussi sempre più numerosi di studenti e studiosi stranieri. Nell’intento del Presidente Oliverio in tutto e per tutto condiviso dal Rettore Berlingò, questi locali, debitamente riadattati e ristrutturati, si presterebbero altresì ad una fruizione collettiva dell’intera Comunità locale dei servizi offerti da parte dell’Ateneo. A sua volta il Presidente Irto si è detto particolarmente soddisfatto della convergenza così registratasi fra la Presidenza della Giunta Regionale e l’Università per Stranieri, convinto che il perseguimento sinergico degli obiettivi delineati e precisati durante l’incontro possano essere sommamente utili non solo per l’Ateneo, ma anche per lo sviluppo a 360° di un’area periferica ma altresì strategica e nevralgica per il nostro territorio.

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