accedi | registrati | 19-7-2018

Ieri sera è stato ordinato diacono dall'arcivescovo Morosini nella parrocchia di Santa Caterina

«Tra stupore e gratitudine, vi racconto la gioia del mio Eccomi»

Juan Manuel Alejandro racconta la sua vocazione. Tutto iniziò 19 anni fa in Messico.

di Redazione Web 22/04/2018

Pubblichiamo di seguito la testimonianza vocazionale di Juan Manuel Alejandro, appartenente alla comunità del Seminario Arcivescovile "Pio XI", e ordinato diacono ieri sera dall'arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina in Reggio Calabria.


Ciao caro/a, ti ringrazio per il tempo che stai dedicando a queste mie poche righe. Molto probabilmente non ci siamo mai incontrati ma, condividere la stessa fede in Gesù e la nostra appartenenza alla Chiesa mi fa sentire la tua vicinanza. Vorrei condividere con te un po' della mia esperienza vocazionale.


Io mi chiamo Juan Manuel Alejandro, sicuramente hai pensato: “quanto è lungo questo nome” e hai ragione; ancora mancano i cognomi: Cepeda Càrdenas. Sono messicano e da due anni e mezzo sono arrivato a Reggio Calabria, sono il più piccolo di nove figli, ho 5 sorelle e siamo 4 fratelli. Quasi dimenticavo ho un fratello sacerdote.

Il mio cammino vocazionale è cominciato quando avevo 19 anni in Messico e si sta concludendo a Reggio Calabria con la realizzazione del mio sogno di diventare sacerdote. Ieri sera sono stato ordinato diacono; è il primo passo prima dell’ordinazione sacerdotale.

Nel mio percorso di formazione in seminario ho scoperto la fedeltà di Dio al progetto di amore che ha preparato per me.

Sono stato testimone della sua provvidenza che mi ha accompagnato giorno dopo giorno.

Questa fedeltà è stata messa alla prova parecchie volte e, superando i vari momenti di difficoltà, ho scoperto una maggiore presenza di Dio nella mia vita.

Vorrei sottolineare l’importanza che ha avuto la mia famiglia nel mio cammino vocazionale. I miei primi anni di seminario li ho vissuti assieme a mio fratello, anche lui seminarista. Camminare insieme condividendo lo stesso sogno è stata una delle esperienze più belle. Quando alla mia mamma chiedevano come si sentiva con due figli in seminario Lei diceva: poveri i miei figli, tutti i seminaristi hanno tutte e due le ginocchia delle loro mamme per pregare per loro invece, i mei figli, ne hanno solo una per ciascuno. Ai genitori che stanno leggendo queste righe dico di non aver paura di donare a Dio i propri figli ma di accompagnarli nelle loro scelte.

I sentimenti che oggi sto provando sono tanti. Ma di tutti il più forte è il ringraziamento a Dio, alla Chiesa, alla mia famiglia, ai miei amici e a tutte le persone come te, che non mi conosci ma hai pregato per me e per tutti i ragazzi che vivono l’esperienza del seminario.

L’altro sentimento che sto sperimentando è lo stupore davanti al grande dono che sto per ricevere. Il dono del diaconato è il dono del servizio. E’ il dono della carità e chiedo a Dio che mi permetta di essere fedele al dono che riceverò.

Caro fratello, cara sorella chiedi insieme a me e per me la fedeltà nel ministero diaconale e ringrazia con me per questo dono che Dio fa alla sua Chiesa attraverso la mia povera persona. Alla prossima…

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