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Focus sui musei diocesani: «Rappresentano spesso dei veri e propri scrigni di testimonianze artistiche di gran pregio».

Beni Culturali, grande successo per il meeting nella Sibaritide

Promosso dalla Società italiana per la protezione dei Beni culturali (Sipbc), ha registrato centinaia di presenze. Presente anche la senatrice Corrado.

di Redazione Web 23/04/2018

Ottima riuscita del nuovo appuntamento culturale della Sipbc-Calabria, il primo dell’anno sociale 2018, svoltosi nel Salone grande al primo piano del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, con la partecipazione di qualificati relatori che hanno trattato in modo esaustivo la tematica dei musei diocesani d’arte sacra calabresi, e di quelli della Sibaritide in specie (Rossano e Cassano Jonio).

Il professore Franco Liguori, presidente della benemerita associazione Società italiana per la protezione dei beni culturali (Sipbc) e moderatore del convegno ha tracciato, nel suo intervento introduttivo, il bilancio dell’attività finora svolto dalla sezione Calabria della Sipbc, dichiarandosi pienamente soddisfatto per le non poche manifestazioni culturali finora realizzate, tutte rigorosamente in tema di beni culturali, come vuole lo statuto del sodalizio, annunciando di voler continuare su questa linea programmatica.

Ha detto, poi, di aver voluto, dopo gli incontri culturali a tema archeologico (Brettii, Kroton, Thurii-Copia), riservarne uno ai piccoli musei diocesani della Calabria, che, se pur poco conosciuti e frequentati, “rappresentano spesso dei veri e propri scrigni di testimonianze artistiche di gran pregio”.

Ha dato, quindi, la parola alla dott.ssa Lucia Lojacono, direttore del Museo Diocesano di Reggio Calabria, la cui relazione è stata incentrata sulla identità e le prospettive dei musei diocesani calabresi.
La relatrice ha svolto un ampio e puntuale intervento dal quale è emerso come questi musei non siano da considerare polverosi depositi di suppellettili e di oggetti liturgici, né aule di catechesi, bensì istituti culturali che esprimono una vitalità preziosa, animata da passione autentica e tesa a realizzare un’idea di museo ecclesiastico che, attraverso la proposta dell’esperienza ecclesiale della Bellezza, si rivolga non solo all’intera comunità cristiana, ma anche nel quotidiano ai ‘pubblici altri’.
Nel 1996 allo scopo di stabilire un coordinamento tra le molte realtà museali ecclesiastiche, grandi e piccole, presenti in Italia - ha detto ancora la relatrice – è nata l’Amei (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani), del cui Consiglio direttivo la Lojacono fa parte.

Il secondo intervento è stato quello, molto apprezzato, della dott. ssa Cecilia Perri, vice direttore del Museo Diocesano e del Codex di Rossano, noto in tutta la regione, ma anche in tutta Italia ed anche all’estero, perché custodisce ed espone il celebre evangeliario greco noto come Codex Purpureus Rossanensis, recentemente dichiarato dalla Commissione Unesco “patrimonio dell’umanità”.
La Perri, oltre ad illustrare in maniera puntuale il Codex, si è soffermata anche sugli altri “tesori” esposti dal museo diocesano rossanese, dalla tavola bizantineggiante della “Pietà” (XV sec.) alla statuaria lignea, dalla sezione di archeologia a quella di argenteria e affini. Interessante, preciso e dettagliato è stato, infine, l’intervento del giovane storico dell’arte, dott. Ludovico Noia, che, ha relazionato sul Museo Diocesano di Cassano allo Jonio, istituito e aperto al pubblico nel 1991, ma attualmente chiuso, in attesa di lavori di riallestimento.
L’intervento di Noia si è incentrato principalmente in un’analisi storico-stilistica di alcuni dei tanti quadri di gran pregio esposti nel museo cassanese, tra cui il celebre trittico cinquecentesco “Madonna col Bambino in trono fra i santi Teodoro e Girolamo”, di Pietro Befulco, e l’olio su tela “L’Annunciazione” (XVI sec.) di Pietro Negroni.

L’uditorio ha seguito con attenzione ed interesse le relazioni degli studiosi ed è apparso gratificato per aver vissuto un bel momento di arricchimento culturale.
Tra il pubblico si è registrata anche la presenza della nota archeologa crotonese Margherita Corrado, recentemente eletta senatrice della Repubblica, venuta ad ascoltare i relatori su temi che rientrano fortemente nei suoi interessi di studiosa di cultura artistica bizantina e medievale, oltre che di archeologia classica.
La Corrado, prima di andar via, ha preso brevemente la parola, su invito del presidente Liguori, ed ha avuto parole di apprezzamento per le iniziative della Sipbc-Calabria, ad una delle quali, quella sul sito archeologico di Capo Colonna, lei stessa ha partecipato come relatrice, nel maggio del 2017.
Non era presente, invece, per impegni istituzionali a Vibo Valentia, la dott.ssa Adele Bonofiglio, direttore del Museo di Sibari, alla quale il prof. Liguori ha indirizzato parole di ringraziamento per l’ospitalità data alla manifestazione della Sipbc-Calabria, patrocinata, oltre che dal Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dal Polo Museale della Calabria, dall’Amei e dai Musei Diocesani di Rossano e di Cassano Jonio. Liguori si è detto soddisfatto della riuscita della manifestazione, ha ringraziato gli intervenuti ed ha dato appuntamento alle prossime iniziative.

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