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L'invito del presidente della Caritas Italiana durante il 40esimo convegno dal titolo 'Giovane è una comunità che condivide'

Caritas, incontro nazionale. Montenegro ai giovani: «Osate»

di Gaetano Versace 24/04/2018

“Giovane è una comunità che condivide”. Questo lo slogan del 40° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane svoltosi ad Abano Terme, dal 16 al 19 aprile.

Un momento di incontro, condivisione e formazione che Caritas Italiana, da ormai 40 anni, predispone per e con tutte le Caritas delle varie diocesi del nostro Paese. Dei giorni per riflettere insieme, ognuno con la propria storia, la storia delle proprie Chiese diocesane e delle proprie comunità, su tematiche attuali che interrogano la vita della Caritas e della Chiesa tutta. Il tema scelto quest’anno ha come oggetto i giovani e la comunità in cui essi vivono. In vista del Sinodo dei Giovani che si terrà a Roma il prossimo agosto, Caritas Italiana ha invitato tutte le delegazioni diocesane a interrogarsi, forti dell’esperienza di tanti giovani che quotidianamente, annualmente, fanno esperienza di Chiesa attraverso la Carità, su come rendere le nostre comunità “ più giovani” e come favorire il protagonismo dei giovani nelle varie programmazioni diocesane.

Si è dato inizio al Convegno con i saluti del direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, del presidente, cardinale Francesco Montenegro, che hanno appunto spiegato il perché di questa tematica e il perché della scelta di far svolgere questo convegno nella diocesi di Padova. Questa infatti è stata territorio di due sacerdoti che hanno fatto nascere l’organismo Caritas e che l’hanno guidata con saggezza e fede, monsignor Nervo e monsignor  Pasini.

I lavori successivi hanno visto un alternarsi di lectio divina, tra cui quella magistrale di padre Hermes Ronchi che ha fornito a tutti i presenti numerosi spunti di riflessione ispirati dalla Parola di Dio e nello specifico sul passo del Vangelo di Matteo chiamato del “giudizio universale”. Una delle frasi più belle e toccanti di questa liturgia è stata: “Gesù stabilisce un legame così stretto con i poveri che si identifica in loro. Gesù pronuncia una dichiarazione d’amore per i poveri, in essi Lui è presente come nel più intimo Tabernacolo!”.

Questo e tanti altri passaggi hanno portato tutti i presenti ad una attenta e profonda riflessione su quanto noi veramente nel nostro servizio pastorale riusciamo a vedere il volto di Gesù nei poveri che spesso nelle nostre sedi Caritas incrociamo, ma anche a quanto l’altro, chiunque esso sia possa essere immagine di quel Dio in cui crediamo.

Interessante anche i vari spunti forniti dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana il cardinale Bassetti che nel suo intervento ci ha ricordato come sia fondamentale non parlare dei giovani, interrogarsi sui loro interessi , fare analisi della loro condizione sociale, ma stare con loro, vivere le loro problematiche e inquietudini, abitare il loro tempo. Solo così potremo farli diventare realmente parte delle nostre comunità.

Questi e tanti altri interventi hanno segnato i giorni di permanenza ad Abano Terme delle varie delegazioni. Tantissimi giovani, presenti insieme ai vari direttori e operatori Caritas, si sono interrogati e confrontati sulla loro presenza e servizio in Caritas. Questo grazie ai laboratori pomeridiani che, partendo da un’iniziativa, un’ esperienza, o una buona prassi, adottata da alcune diocesi di Italia e presa in analisi nei vari laboratori, hanno permesso a tutti, giovani e meno giovani, di interrogarsi sulla “sostenibilità” di quei progetti come modelli nelle proprie diocesi di appartenenza. Molto bello e formativo il confronto fra le varie realtà diocesane e tra le varie ricchezze e peculiarità che ogni territorio riporta. Nel confronto fra le varie realtà territoriali di tutta Italia è emersa l’importanza di stimolare e promuovere tra i giovani l’esperienza de Servizio Civile in Caritas, di promuovere percorsi scolastici non fine a se stessi ma che diano la possibilità ai ragazzi di fare esperienza pratica di servizio, la necessità di creare nuove opportunità e nuove tipologie d’incontro e formazione. Molti stimoli, domande, analisi, idee sono sorte da questi tre giorni di formazione e confronto anche per la delegazione della nostra Caritas di Reggio Calabria- Bova (composta da don Antonino Pangallo, don Domenico Cartella, don Antonino Russo e Gaetano Versace).

Numerosi spunti di riflessione e stimoli nuovi che sicuramente porteranno dei frutti nuovi per la nostra Chiesa diocesana affinchè ogni giovane, non solo quelli appartenenti a gruppi o movimenti ecclesiali, ma a tutti i giovani del nostro territorio, anche chi si professa ateo, possa essere data l’opportunità di sperimentare l’Amore di Dio attraverso l’incontro con i poveri. Il cardinal Montenegro in un omelia di questi giorni ha proprio incoraggiato tutti noi, presenti al convegno, dicendo che è necessario “scandalizzare”. Cioè, è necessario creare , rischiare, osare, anche a costo di non essere capiti ma non fossilizzarsi alla consueta frase “ si è sempre fatto così” . Riprendere percorsi che in passato hanno segnato la storia della Chiesa, sperimentare, proporre esperienze nuove, dare a tutti, ma proprio tutti la possibilità di essere “segno, voce e lievito”. Monsignor Soddu nella sua relazione conclusiva ci ha consegnato queste parole: “I poveri non sono una categoria ma un’opportunità per vivere più concretamente il Vangelo”. Per chi in Caritas opera, ha fatto esperienze, ha incontrato i poveri, sa che in quei volti sempre ha incontrato, anche inaspettatamente il Volto. E’ un opportunità che ogni giovane merita di avere per la sua vita e per la propria comunità.

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