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Il capo dell'opposizione a Palazzo San Giorgio boccia nettamente i tre anni e mezzo di governo del centrosinistra

Lucio Dattola: «Autoreferenzialità inconcepibile di Falcomatà»

di Federico Minniti 26/04/2018

Tre anni e mezzo di Giunta Falcomatà. «Un bilancio fortemente negativo», non ha dubbi Lucio Dattola, capo dell’opposizione a Palazzo San Giorgio e candidato a sindaco per il centrodestra alla tornata elettorale del 2014.

Una bocciatura netta, secondo Dattola, dettata «dall’assenza di una indicazione chiara e inequivocabile su quale sia il percorso di sviluppo che si sta perseguendo. Mancano gli obiettivi, mancano gli aiuti economici al territorio, non si registrano azioni concrete di risoluzione delle tante aree di crisi». Eppure, secondo il primo cittadino e la maggioranza di centrosinistra, la "colpa" è della pesante eredità politica del Modello Reggio di Scopelliti. Su questo Lucio Dattola riserva una stoccata all’attuale sindaco: «Le voci di spesa sono bloccate, ma non per tutte le cose. Vorrei si analizzassero le posizioni dello staff del sindaco e alcune assunzioni». Un’accusa roboante che fa il paio con chi, questi “sprechi”, secondo la versione di Dattola, sarebbe costretto a pagarli: «Le tasse aumentano e non muovono un dito».

Eppure neanche l’opposizione si è fatta notare in questo triennio se non per qualche sporadica occasione: «Questa è colpa di una certa stampa», ribadisce Dattola. «In realtà abbiamo avviato la nostra esperienza con la massima collaborazione culminata con l’elezione all’unanimità del Presidente del Consiglio Comunale. Da quel momento in avanti, però, abbiamo subito “la superbia dei numeri” (25 maggioranza e 9 minoranza, ndr) di Falcomatà e i suoi».

Da Palazzo San Giorgio filtrano poche notizie, sembra a tratti una “torre d’avorio”. «Così è: si è chiusi in una totale autoreferenzialità inconcepibile per il ruolo istituzionale che si ricopre. Mi chiedo: perché si rifugge dal confronto? Forse – stigmatizza il capo dell’opposizione – per nascondere la propria incompetenza?».

Secondo Lucio Dattola c’è poca disponibilità al dialogo con le forze sane della Città: «Eppure Reggio Calabria è dotatissima di centri culturali: le università, “Mediterranea” e “Dante Alighieri”, il conservatorio “Francesco Cilea” e l’Accademia delle Belle Arti». Ma il Consiglio Comunale, in tutto questo come si esprime? «Veniamo convocati solo per atti urgenti, non si parla più. Anzi, occorre fare una precisazione – sottolinea Dattola – abbiamo fatto 36 sedute in commissione sulle Unioni Civili, passate a maggioranza proprio coi voti dei consiglieri cattolici».

Insomma, manca l’assunzione di responsabilità, secondo il leader del centrodestra al Comune di Reggio Calabria: «C’è una stasi figlia della burocrazia. Perché – spiega Dattola – quando la politica è distante hanno il sopravvento i dirigenti che tutto vogliono fuorché disporre atti che li richiami alla loro responsabilità dinnanzi agli amministrati, ossia ai cittadini. Potremmo dire – conclude – che la politica a Reggio Calabria è commissariata dalla burocrazia per manifesta incapacità».

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