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La segretaria generale della Cisl reggina scrive per L'Avvenire di Calabria

Perrone (Cisl): «Lavoro in Calabria, serve scatto d'orgoglio»

di Redazione Web 02/05/2018

di Rosi Perrone *Senza retorica e con molto impegno siamo qui, in questo Primo Maggio a celebrare la Festa dei lavoratori e San Giuseppe Lavoratore, perché la Calabria e Reggio Calabria, in particolar modo, devono avere uno scatto di orgoglio per elevare il livello culturale non nozionistico e tentare sempre senza arrendersi mai di cambiare le sorti di giovani, inoccupati, e di chi ha perso il lavoro. I dati Eurostat ci ricordano che la Calabria resta al top in Ue per tasso di disoccupazione giovanile (55,6%), passando però dalla terza posizione (58,7%) del 2016, alla quinta nel 2017.

Non si può più perdere tempo e adesso, oltre a lottare per cambiare il futuro, occorre difendere anche quello che già vi è.

Penso ad esempio all’impegno che occorre profondere ai vari livelli di responsabilità con urgenza, sul porto di Gioia Tauro dove stiamo rischiando veramente, tutti – e non solo i lavoratori – di perdere una occasione importante per lo sviluppo della nostra terra. Auspichiamo che l’interesse del bene comune superi ogni braccio di ferro che potrebbe essere fatale, per il Porto di Gioia Tauro.

Soprattutto in un momento in cui vi è il varo della Zes che potrebbe costituire, se tutto funzionerà al meglio e se il Governo l’approverà definitivamente, un grande attrattore di investimenti.

Dunque, noi come Cisl attiveremo iniziative sindacali, chiederemo di costruire momenti di confronto e ci impegneremo a proporre di poter mettere in campo, assieme agli altri attori sociali e datoriali, strumenti che possano favorire l’insediamento di aziende, e di formulare proposte per una vera ripresa di questo porto che è nel cuore del Mediterraneo e deve essere volano di sviluppo per l'area Euromediterranea.

Ma la nostra attenzione è rivolta a tutti i lavoratori ed alle lavoratrici, ai nuovi lavori che senza rappresentanza del diritto, coniugato al dovere del lavoratore e della lavoratrice crea forme di sfruttamento. Penso anche ai tanti lavoratori agricoli, braccianti e non, africani e calabresi insieme, persone prima di tutto e non solo braccia, per le quali la dignità passa dal lavoro. Un lavoro che deve essere remunerato adeguatamente, contrattualizzato e libero dal caporalato. Penso ai lavoratori di Foodora, o Amazon penso ad ogni forma di “divide et impera” che crea isolamento e favorisce la nascita di forme di nuove schiavitù.

In una terra di frontiera come la Calabria, dove gli indicatori economici e produttivi continuano a segnare dei considerevoli cali in tema di mercato occupazionale, dobbiamo guardare oltre, al futuro, per dare pienezza alla nostra Carta Costituzionale. La dimensione sociale entro la quale il legislatore costituente ha inteso calare il principio di eguaglianza esalta il valore del lavoro come strumento privilegiato di affermazione della dignità individuale, indissolubilmente collegato al fine dell’integrazione sociale.

Questa visione del lavoro come funzione sociale preminente, rispetto al fine di tutelare la dignità sociale dell’individuo si espande oltre il limite della cittadinanza, per coinvolgere tutti coloro che vivono e lavorano sul territorio della Repubblica.

Guardare al futuro, oggi, è possibile grazie anche agli strumenti di finanziamento in essere, penso al Pon Metro, al Poc ,alla Zes al Decreto Reggio ai Por ed al Psr solo per fare qualche esempio. Dobbiamo camminare, insieme, per ridisegnare le opportunità di questo territorio, per creare sviluppo e stare in Europa a pieno titolo, senza farci dettare regole che spesso non hanno realizzato sviluppo per il Sud, dobbiamo costruire una Europa che non soffochi le proprie regioni ma nella quale le stesse abbiano un piano strategico di ripresa dell’economia etica inserita nel quadro globale e quindi dell’attività lavorativa, della produttività etica nel rispetto della persona nel lavoro.

Siamo in un mondo nuovo la cui profondità e larghezza di cambiamento è percepita ad oggi anche e soprattutto attraverso le povertà e le disuguaglianze che aumentano e che creano una forbice tra i pochi detentori delle ricchezze economiche e le popolazioni che arrancano e faticando a sopravvivere stanno ,purtroppo, perdendo la speranza.

Etica nel lavoro, in chi lo offre ed in chi ne produce la domanda, qualificazione dell’offerta e proiezione anche della nostra Calabria e della città metropolitana di Reggio Calabria nel mondo 4.0 con al centro del nostro pensare e del nostro agire “la persona ed il lavoro nella legalità".

 

* Segretaria Generale Cisl Reggio Calabria

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