accedi | registrati | 15-11-2018

«Dovremmo far riecheggiare nella nostra mente la domanda: Le cose si possono cambiare?»

Sinodo, «Noi giovani saremo i veri protagonisti»

La testimonianza della vicepresidente nazionale del Settore giovani di Azione Cattolica, Luisa Alfarano, che ha partecipato ai lavori pre-Sinodali

di Luisa Alfarano * 07/05/2018

«Carissimi giovani, sono lieto di annunciarvi che nell’ottobre 2018 si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore».

Era il 13 gennaio 2017 quando papa Francesco, con una lettera, annunciava la prossima assemblea sinodale, interamente dedicata a noi giovani, suscitando così tanto stupore ed emozione per un’attenzione così grande che il Papa ha voluto rivolgere al mondo giovanile.
Un Sinodo che da l’occasione di “puntare i riflettori” su noi giovani, sul nostro rapporto con la fede e sulla nostra esperienza di discernimento: un “puntare i riflettori” che non è sinonimo di indagini sociologiche e statistiche sulla questione giovanile, ma un’occasione in cui noi giovani siamo chiamati ad essere protagonisti di questo tempo, accogliendo il desiderio di una Chiesa che si vuole interrogare sul come accompagnarci, mettendosi in ascolto della nostra voce, della nostra sensibilità, della nostra fede, perfino dei nostri dubbi e delle nostre critiche. Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla tappa del pre-Sinodo, che si è tenuto lo scorso marzo e al quale hanno partecipato 300 giovani provenienti da tutto il mondo, cattolici e non, atei, giovani provenienti da diverse realtà associative e da diversi ambiti come l’università, lo sport, la musica ecc. Una grande assemblea con l’intento di redigere un documento da consegnare ai Padri Sinodali e far giungere a loro i desideri, le paure, le speranze e le difficoltà dei giovani di tutto il mondo.

L’esperienza del pre-Sinodo è stata un importante tassello di questo percorso sinodale e avere avuto l’onore di partecipare e di rappresentare tutti i giovani di Ac del mondo è stato un grande dono per la mia vita, non solo di responsabile, ma di giovane che vive ogni giorno tutte le fatiche e le gioie del nostro tempo.

La settimana presinodale è stata scandita da un costante esercizio di discernimento, grazie al quale, ciascun partecipante, è stato chiamato a cedere po’ della sua cultura, religione, fede, storia, per poter trovare un compromesso tutti insieme e scrivere un documento che potesse essere il più possibile condiviso da ciascuno. Non è stata un’impresa facile: il dialogo nei gruppi di lavoro è stato intenso e ha richiesto tanto ascolto e franchezza, anzi faccia tosta, come papa Francesco ci ha invitato a fare il primo giorno del pre-Sinodo.

Naturalmente, questo tempo sinodale continua e noi giovani dobbiamo essere capaci di sfruttarlo al massimo, perché questo tempo che ci stiamo dedicando e che la Chiesa ci sta dedicando deve convincerci che non dobbiamo scoraggiarci davanti agli ostacoli, ma affrontarli e da lì ripartire per nuove strade, comprendere quanto è importante avere speranza e riuscire a non sentirsi soli e abbandonati, ma guardarsi intorno e farsi accompagnare da altri giovani e adulti con i quali possiamo condividere la nostra vita.

Dovremmo far riecheggiare nella nostra mente la domanda che Papa Francesco ci ha posto a Cracovia, durante la Giornata Mondiale della Gioventù, «le cose si possono cambiare?» e noi tutti, presenti e non, abbiamo gridato «Si». E il Papa è consapevole del fatto che il mondo si può solo cambiare se noi giovani facciamo sentire il nostro grido davanti le ingiustizie e le difficoltà, per far splendere di bellezza ogni angolo del mondo, attraverso l’impegno di tutti, in qualsiasi ambito della nostra vita, spargendo segni di bene per un presente e un futuro migliore.


*Vicepresidente nazionale del Settore giovani di Azione Cattolica

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