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L'intervista al parroco della comunità della periferia sud di Reggio Calabria

Arangea, parla don Catalano: «Parrocchia, mosaico di fraternità»

di Luigi Iacopino 20/05/2018

La comunità di Arangea ha vissuto i giorni dedicati alla Festa Patronale. Abbiamo incontrato il parroco, don Piero Catalano, che ha sottolinato l’importanza dell’affidamento alla Provvidenza.

Su quali aspetti si è concentrata la sua azione pastorale?
Quando sono arrivato mi sono preoccupato di riprendere le attività parrocchiali. La mia azione si è concentrata su famiglie, giovani, sport e teatro. Ho iniziato con i campi estivi suddivisi in attività comuni e attività per fasce di età, tra cui incontri, catechesi e cene comunitarie. Ho provveduto a far nascere la società bocciofila e recuperare il gruppo teatrale, attraverso i quali, tra l’altro, i partecipanti hanno poi intrapreso il proprio cammino di fede.
 
La parrocchia si caratterizza per un forte legame con Medjugorje.
A Medjugorje ci siamo arricchiti del dono dell’Adorazione eucaristica che L attualmente viene svolta il venerdì sera con un’ampia partecipazione di fedeli provenienti da tutta la città. Ho cercato di proporre un momento di adorazione e di meditazione ma anche preghiera cantata. Oltre a questo ho fatto costruire una cappella accanto alla chiesa dove ogni giorno viene svolta l’adorazione perpetua. L’adorazione è importante perché stare davanti a Gesù eucarestia ci nutre e ci mette in condizione di essere in grazia di Dio. Questo rapporto con Gesù è vitale perché avere Gesù dentro ci consente, grazie a lui, di agire da cristiani.
 
Qual è il ruolo svolto dal laicato?
Qui ho trovato tanti collaboratori corresponsabili in tutto, come un gruppo di catechisti molto preparato. In parrocchia sono presenti diversi gruppi dedicati a bambini, giovani e famiglie. Abbiamo il coro grazie al quale teniamo concerti nella festa del santo patrono e nelle località in cui siamo invitati. È nato anche il “Coro Angeli Musicanti”, composto da bambini e ragazzi, che anima la messa di domenica mattina e viene chiamato a suonare anche in altre parrocchie. Il lavoro svolto dalla Caritas è decisivo per la distribuzione della raccolta alimentare e per via della partecipazione al progetto Serming di Torino che si occupa della raccolta di indumenti e arredi, poi distribuiti ai paesi poveri del mondo. Da questa esperienza è nato in parrocchia il progetto “Mani per servire cuori”, che accoglie centinaia di persone ogni mese. È presente anche un movimento carismatico del Rinnovamento dello Spirito e da un anno è attiva anche l’Azione cattolica.
 
La parrocchia è molto attiva anche in ambito sportivo e teatrale.
Da molti anni esiste il gruppo teatrale “Grangia”, attivo anche al di fuori della parrocchia, col quale ogni estate viene svolta la settimana di teatro estivo, un evento vissuto anche realizzando forme di scambio gratuito con i gruppi di altre comunità. A livello sportivo esistono in parrocchia la Ludos, per il mondo del calcio, e la società bocciofila, frutto di percorsi di fede vissuta nello sport. I giovani partecipano ai tornei nazionali, ottenendo importanti risultati, tanto che il Coni nazionale mi ha premiato con la Stella al merito sportivo per la mia attività diretta alla promozione dello sport. Questo ha permesso una grande partecipazione nel rispetto della libera scelta, dell’amicizia e degli orari liturgici.
 
Quali sono i problemi del territorio?
Abbiamo accertato la presenza di famiglie che vivono in condizioni di disagio a causa delle quali manca il cibo primario e non si riesce a pagare le bollette. Noi cerchiamo di aiutarle, facendoci consegnare le bollette solo da famiglie che conosciamo. Poco dopo arriva sempre qualcuno con qualche busta che ci permette di soddisfare tali esigenze economiche. Questa è la Provvidenza. Noi cerchiamo di avere un cuore di accoglienza, ma senza l’intervento di Dio non c’è niente da fare perché è Lui che provvede a tutto

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