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Dalla conoscenza fortuita a Roma ai 'piani saltati' in virtù del matrimonio: una vita affidandosi al Signore

Daniela e Alberto, quell'amore custodito dalla presenza di Dio

Genitori di quattro figli, di cui uno in cielo, vivono quotidianamente la sfida educativa coi valori cristiani

di Federico Minniti 27/05/2018

«Se ripensiamo a quando ci siamo sposati, non avevamo niente. Eppure ai ragazzi dico: “Fidatevi della Provvidenza”». Sono partiti guardando la tv seduti a terra, Daniela e Alberto, una coppia di reggini, testimoni del sigilli di Dio nella loro vita coniugale.

Lui geometra, lei psicologa, hanno però un’unica vocazione, quella di essere genitori di quattro bambini, di cui uno in cielo. Proprio da quel 11 novembre 2006, giorno della nascita del loro primogenito, la loro coppia – seppur dinnanzi a una prova durissima – si è ancora più unita. Si sono conosciuti per caso, a Roma, quando Daniela studiava all’Università. «Pensavo a tutto, fuorché al matrimonio – ci dice – ero proiettata alla mia carriera e osservando i miei amici notavo con quale leggerezza si chiudessero dei rapporti anche duraturi».
 
Poi l’innamoramento e un fidanzamento «vissuto in modo cristiano» sottolinea Alberto. Una “palestra” imprenscindibile per chi vuole fondare la propria famiglia sulla Parola di Dio. «Abbiamo cercato di preservarci a vicenda», spiega parlando della scelta della castità pre–matrimoniale. Una conoscenza basata sulla sincerità, condividendo i sogni, ma anche i limiti e i difetti di ciascuno. Anche la preparazione al rito nunziale è stato vissuto in modo diverso. «Avevano diagnosticato un tumore a mia madre» racconta Daniela, «la nostra casa “vuota” viveva un momento molto delicato superato sempre grazie alla presenza costante del Signore».
 
Sono testimoni di speranza i due sposi che crescono, nelle fatiche quotidiane, Giuseppe, Francesco e Mattia, frutti del loro amore e della volontà di Dio di impreziosire la loro esistenza attraverso i loro figli. Le lodi mattutine sono un appuntamento irrinunciabile, così come la presenza in parrocchia, vivendo con grande trasporto spirituale il “loro” Cammino neocatecumenale nella comunità di San Luca evangelista a Reggio Calabria. Certo la loro vita di coppia presenta le difficoltà similari a quelle di tutte le altre.
 
«Litighiamo» specifica sorridendo Alberto «ma non facciamo mai passare la sera prima di confrontarci e chiarirci. Avere anche l’umiltà di chiedersi scusa rende più forti». Le paure non mancano, soprattutto pensando al futuro dei loro figli, e alla loro educazione «cristiana» che andrà a confrontarsi con degli stili di vita secolarizzati. Ma la scelta di seguire il Vangelo nello stile educativo non si boicotta dinnanzi alle “mode del momento”. «Spesso sono loro a indirizzarci verso questa direzione», confermano.
 
Essere genitori, oggi, non è cosa semplice e ci vuole, spesso, grande forza di sacrificio da parte dei partner laddove si devono privilegiare i “tempi” da dedicare ai piccoli, piuttosto che – ad esempio – all’ambizione professionale. «Alberto è un super–papà», conclude Daniela, «si dona totalmente ai nostri ragazzi e lo fa trasferendo le sue passioni». Per questo, quando è tempo delle partite di calcio, tutti davanti alla tv. Questa volta su un bel divano e in una casa accogliente che profuma dell’amore di Dio per l’uomo.

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