accedi | registrati | 23-6-2018

Rossano, la diocesi ha lavorato sulla trasmissione della fede

Conclusi i lavori dell'Assemblea pastorale, vissuta nello scorso week-end. Tema centrale è stato il cammino della chiesa domestica

di Anna Russo 31/05/2018

L’Assemblea Pastorale della Diocesi di Rossano-Cariati, vissuta nei giorni 25/26 maggio scorsi ha posto a tema una riflessione urgente per la vita della Chiesa oggi: la trasmissione della fede.

La consapevolezza di vivere tempi in cui non basta gestire, amministrare o semplicemente preservare, i vissuti pastorali di trasmissione della fede, sta conducendo il cammino di questa chiesa locale a lasciarsi interpellare e provocare.

Nel corso del dibattito è emersa con forza una domanda centrale: gli adulti dove sono finiti? Domanda apparentemente banale, ma che ha posto una chiara luce sulla situazione che viviamo nei cammini educativi sia in ordine ai valori umani che alla stessa trasmissione della fede verso le nuove generazioni che, sempre più, hanno bisogno di testimoni e di figure di riferimento.

“La sfida di essere grembo: la trasmissione della fede nelle famiglie e tra i giovani” è stato il titolo dato al convenire degli operatori pastorali della chiesa jonica. Due giorni intensi, in cui le comunità parrocchiali si sono incontrate e confrontate cercando di individuare percorsi generativi di fede.

Introdotti da S. E. l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano e guidati dal brano evangelico di Giovanni sull’affidamento dell’umanità a Maria ai piedi ella Croce, ci si è intrattenuti su gli interventi di don Michele Rosselli, Direttore dell’ufficio catechistico della Diocesi di Torino, dei coniugi Loredana e Davide Gianluigi Musso di Fossano e di don Armando Matteo, docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana.

Don Rosselli ha rimandato all’assemblea l’immagine di un Dio generativo, che non si stanca di accompagnare e nutrire gli uomini e le donne di ogni tempo conducendoli ad una seria consapevolezza di cambiamento:. “Essere grembo nel nostro tempo chiama in causa innanzitutto la comunità ecclesiale che è invitata ad un cammino di conversione a partire dai suoi operatori pastorali”.

I coniugi Musso, con la loro testimonianza, hanno illustrato un progetto di pastorale pre e post battesimale, avviato nel 2011. Esso ha l’obiettivo di accompagnare i genitori nella formazione dei figli fino ai 6 anni di età, innanzitutto guidandoli nella preparazione al Battesimo e, quindi, nella formazione del senso religioso dei piccoli e alla loro prima apertura alla fede.

Con intelligente ironia don Armando Matteo, ha richiamato tutti ad assumersi le proprie responsabilità di essere “adulti”. La sfida di “essere grembo” deve essere affrontata a partire da una presa di coscienza di quelle responsabilità troppo spesso trascurate. Gli studi condotti in questi anni concordano nel ritenere che una buona parte di responsabilità della difficoltà di trasmettere la fede sia da attribuire al fatto che la popolazione adulta – ovvero quelle generazioni nate tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70 – vive una sorta di disconoscimento dell’adultità, inseguendo il falso mito del giovanilismo, rifiutando di confrontarsi con temi che sono connaturati alla condizione umana: vecchiaia, malattia e morte.

Disattendere la propria vocazione all’adultità tradisce quella funzione di trasmissione della vita e della fede, per questo si è ribadita la necessità di adulti che siano adulti, ovvero dimentichi di sé stessi e protesi nel prendersi cura dell’altro.

C’è una strada da vivere, su cui realizzare un autentico pellegrinaggio esodale per tutte quelle realtà ecclesiali, ancora molto preoccupate di gestire, amministrare, controllare. Come afferma papa Francesco è tempo di non occupare spazi ma di aprire e sperimentare con coraggio percorsi nuovi. Non ci sarà capacità di accompagnamento generativo se non riscopriamo, con determinazione, il desiderio di Dio e dell’uomo. La sfida è dunque lasciarsi abitare da Cristo per abitare la vita delle nostre realtà e generare processi capaci di condurre le domande di senso delle nuove generazioni all’incontro con il Risorto.

 

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