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Celebrata la festa di tutti gli operatori del grande ospedale metropolitano promossa e curata da don Iacopino

La professione infermieristica «sorriso e carezza di Dio»

Quest’anno, il tema era la missionarietà in corsia come stile di servizio autentico a tutti i pazienti del nosocomio

di Redazione Web 03/06/2018

Anche quest’anno, come di consuetudine, è stata celebrata presso il Grande ospedale metropolitano, “La giornata dell’infermiere”, voluta e organizzata dal cappellano del nosocomio reggino, don Stefano Iacopino, con la collaborazione del personale ospedaliero. I lavori sono stati introdotti da una breve relazione dalla esperta Raffaella Brancati che ha illustrato la figura della fondatrice Florence Nightingale, donna di forte personalità, che col suo impegno nella cura dei malati, ha tracciato le linee guida della professione infermieristica.

Anche il Papa ha riconosciuto la figura dell’infermiere che, per la sua missione, rappresenta la carezza e il sorriso di Dio, riconoscendone il carisma e invitando, nel contempo, i pazienti ad essere riconoscenti verso questi “missionari” della sofferenza. Una riflessione da estendere anche alle difficoltà a cui vanno incontro gli operatori sanitari di Reggio Calabria, in un ospedale di vaste dimensioni, il più grande del meridione, che ha dovuto accorpare a sé tante piccole case di cura periferiche soppresse, per cui oggi si trovano reparti superaffollati e un frenetico via via del personale che corre, senza posa, di giorno e di notte, in soccorso di quanti attraverso il campanello chiedono aiuto, oltre che per le dovute terapie.
 
All’infermiere compete di essere promotore di tenerezza. Non si può essere “buoni guaritori” se la terapia è un’arida somministrazione di farmaci. Il farmaco va integrato con una massiccia dose di amore, solo così sarà efficace. Anche Padre Pancrazi, camilliano, afferma: «Una società umana è quella in cui accanto ad ogni uomo che soffre c’è un uomo che ama, la presenza del dolore invoca la risposta dell’amore». Durante la giornata si è celebrata la Messa in ospedale officiata dal cappellano assieme a don Giuseppe Sinopoli. Tutta la liturgia è stata animata dal coro “Cenacolo Maria Consolatrice”, con la proclamazione finale del giuramento redatto dalla fondatrice Florence Nightingale, la benedizione sacerdotale e la consegna di pergamene per tutto il personale. Don Iacopino, visibilmente soddisfatto per la numerosa partecipazione del personale, ha avuto espressioni di compiacimento per la crescita nella qualità e nella sensibilità, oltre che nel senso di comunione fra il personale. Inoltre, ha più volte esortato, essere quel lievito che fa fermentare e crescere la partecipazione a questi eventi di fraternità.
 
Se nell’ambiente ospedaliero coesistono la comunione tra il personale e la comprensione verso chi sta vivendo momenti esistenziali difficili, potrà nascere una sinergia che ottimizza ogni situazione in una crescita spirituale. La conclusione si è svolta nel più dolce dei modi e nella più armoniosa e gioiosa atmosfera: il Gruppo folcloristico “Musico Filia” ha dilettato l’uditorio con musica e canti di origine greca.

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