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San Ferdinando. La protesta per la morte di Soumaila, ventiquattrenne ucciso a San Calogero

Omicidio Sacko, braccianti della Tendopoli: «Vogliamo giustizia»

di 05/06/2018

A San Ferdinando quella di ieri è stata la giornata della rabbia, dopo che domenica, a pochissimi chilometri di distanza, nel paesino di San Calogero, un uomo ha sparato a Soumaila Sacko, 29 anni, bracciante africano, sindacalista e figura di riferimento per la lotta della comunità migrante che, ogni anno in ondate regolari, arriva sulla piana di Gioia Tauro per partecipare alla raccolta degli agrumi.

L’omicidio del giovane attivista è avvenuto nella mattinata di domenica: quattro colpi di arma da fuoco esplosi da una distanza di circa 70 metri. Altre due persone sono rimaste ferite. La dinamica del delitto non è chiara, ma dalle prime ricostruzioni pare che Sacko fosse intento a raccogliere delle lamiere da un sito industriale abbandonato. Il materiale sarebbe servito per costruirsi un tetto. Secondo alcune indiscrezioni, il killer si sarebbe appostato, e nel momento in cui i tre giovani sono arrivati sul posto, avrebbe esploso i colpi letali dalla sua Fiat Panda. È proprio la vettura dell’omicida ad essere al centro delle ricerche dei carabinieri i quali sarebbero vicini all’individuazione di un sospettato. Il luogo dove Soumaila Sacko avrebbe voluto reperire qualche pezzo di metallo per la propria baracca, però, non è un luogo qualunque: è un’area sottoposta a sequestro perché al centro di un’inchiesta della magistratura per sversamento di rifiuti tossici e pericolosi, tra cui le scorie provenienti da svariate centrali elettriche di tutta Italia.

Ieri la comunità dei braccianti è scesa in piazza per protestare contro il delitto e le condizioni lavorative che li vedono svolgere la loro professione in regime di schiavitù. Salari da 3,2, fino a un solo euro l’ora per stare nei campi anche 10 o 15 ore al giorno. Ieri lo sciopero generale che ha visto i braccianti marciare verso il municipio del Comune che ospita la tendopoli dove vivono, San Ferdinando, per far sentire la propria voce. I manifestanti hanno slogan come 'Giustizia', 'Schiavi mai' e 'Soumaila, uno di noi'.

'A Salvini vogliamo dire che la pacchia è finita per lui, perché per noi la pacchia non è mai esistita; per noi esiste il lavoro'. Parole pronunciate nel corso della marcia da Ababacur Sauomaoure. «Dedichiamo questa giornata – ha aggiunto Sauomaoure – a Soumaila Sacko. E’ stata una giornata di sciopero alla quale hanno aderito anche i lavoratori del Foggiano. Soumaila era un cittadino, un bracciante, aveva una figlia di 5 anni. Era impegnato nella lotta allo sfruttamento e lavorava per un salario di tre euro l’ora al giorno. Era un uomo, un lavoratore, un sindacalista. È stato assassinato». «Dal punto di vista umano quanto accaduto è assolutamente assurdo, non si può ammazzare una persona per un possibile furto di lamiera abbandonata» ha invece dichiarato il vescovo di Mileto-Vibo-Nicotera, Luigi Renzo.

Parole di sgomento e di rabbia condivise, tramite Facebook, da Don Pino Demasi, coordinatore di 'Libera' sulla Piana di Gioia Tauro. «In questa terra – ha detto il sacerdote – si muore non soltanto di ’ndrangheta, tumore e malasanità, ma anche di razzismo. Noi abbiamo scelto da che parte stare, viva la Calabria che resiste». Tra le richieste dei migranti, l’istituzione di una «cassa di resistenza e di solidarietà» per sostenere le spese legali del processo per l’uccisione del giovane e la restituzione del corpo alla famiglia, oltre a un incontro con il nuovo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Aggiornamento

Matteo Salvini, ministro dell’Interno, ha definito «grave» l’uccisione del migrante a San Calogero. «Ci sono delle indagini in corso: prima di dare sentenza voglio capire alla fine delle indagini i nomi delle bestie» che hanno commesso il delitto, ha proseguito il ministro dell’Interno, parlando coi cronisti al termine di un comizio a Fiumicino. «L’immigrazione numericamente fuori controllo, gli ammassi, le baraccopoli, i ghetti portano inevitabilmente allo scontro sociale: con calma porteremo la legalità in Calabria come in tutta Italia», ha concluso.

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