accedi | registrati | 16-12-2018

È la storia di Ilfaraun Abd, giunto minorenne nel porto di Reggio Calabria nell'estate 2016 con una nave militare italiana

«Salvini, restiamo umani». Il post del migrante diventato salvato

di Toni Mira 12/06/2018

Da salvato a salvatore. È la storia di Ilfaraun Abd, giunto minorenne nel porto di Reggio Calabria nell'estate 2016 con una nave militare italiana. Sabato in divisa scout era al porto con i volontari che hanno accolto i 232 migranti portati dalla nave Seawatch. In un post su Facebook commenta la vicenda della nave piena di migranti respinta dal porti italiani. Lo fa con un italiano ancora incerto, ma il senso è chiaro: al ministro Salvini dice che non può parlare senza aver vissuto la terribile esperienza della migrazione: "Persone con un sacco di problemi, che non vengono in Italia per cambiare aria ma per le guerre o per le persecuzioni religiose»

Fuggito dal suo Paese per le persecuzioni nei confronti dei copti, comunità religiosa alla quale appartiene la famiglia. Ecco il perché del riferimento che scrive alle chiese fatte saltare. È stato accolto e seguito inizialmente nella Casa Anawim che rientra nel progetto Filoxenia della diocesi di Reggio Calabria-Bova per l'accoglienza dei minori non accompagnati, che ha seguito 85 ragazzi.

Ora vive in una famiglia di adulti scout del Masci, Alessandro, Matteo e Tiziana Azzarà, da sempre impegnati nell'accoglienza, e lui stesso fa attività scout in un gruppi Agesci della città. "Mi diceva sempre che appena maggiorenne avrebbe voluto venire al porto ad aiutarci nell'accoglienza ai migranti in arrivo - ci spiega Bruna Mangiola, scout del Masci e responsabile del Coordinamento ecclesiale sbarchi della diocesi -. E così sabato è stato con noi, facendo servizio e rendendosi molto utile anche come mediatore linguistico".

Il ragazzo sta prendendo la licenza media, gioca a calcio oltre che fare attività scout, e dopo vuole fare un corso di barbiere o la scuola alberghiera. "È contento, si trova molto bene. Vuole restare a Reggio Calabria. Non se n'è voluto andare neanche quando lo poteva fare. E ora è con noi al porto per accogliere altri come lui. È la più bella risposta a chi i porti li vuole chiudere", commenta Bruna.

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