accedi | registrati | 17-11-2018

La Chiesa italiana, attraverso i fondi straordinari dell'8xmille, ha voluto sostenere l’opera di Carità in riva allo Stretto

Emporio diocesano, il «miracolo» solidale che aiuta 616 famiglie

di Federico Minniti 14/06/2018

C’è una risposta di prossimità nel territorio di Reggio Calabria che cammina sulle gambe della solidarietà, lontana da ogni forma di finanziamento pubblico da parte degli Enti Locali. L’emporio «Genezareth–Un riparo per la crisi», infatti, nel 2017 ha sostenuto ben 616 famiglie con la distribuzione di beni di prima utilità. Si tratta di genitori che hanno difficoltà a comprare da mangiare ai propri figli, anziani soli o disabili che devono vivere solo con la pensione di invalidità. 2345 reggini che hanno trovato ristoro e accoglienza nell’opera promossa dalla Caritas diocesana di Reggio Calabria e dalle parrocchie Santa Maria della Candelora, San Paolo apostolo, Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve, quest’ultime delle frazioni collinari di Riparo Vecchio e Cannavò (dove si trova fisicamente anche l’emporio), e l’Associazione “Piccola Opera Papa Giovanni”. Una rete di beneficenza e volontariato, nata il 18 maggio 2013, e un anno dopo (dall’ottobre 2014) sostenuto anche dalla Fondazione “Clara Travia Cassone” di Reggio Calabria. Cinque anni di servizio costante, di sorrisi, ma anche di tante lacrime da asciugare. Sono le sofferenze di chi non ce la fa, di quanti «non arrivano a fine mese».

Ma come si sostiene questo “miracolo solidale” nel profondo Mezzogiorno di Italia? Si tratta di un sostegno alle famiglie reggine per un totale di 170mila euro di beni che – ribadiamo – sono frutto di donazioni private e del supporto di Agea e dei fondi per l’8xmille alla Chiesa cattolica. Nello specifico: l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) ha fornito alimenti per un 33% del fabbisogno dell’emporio, mentre l’8xmille ha contribuito per il 33,95% nell’acquisto dei beni in quest’annualità.

Va sottolineato come i locali dell’emporio «Genezareth» siano concessi in comodato d’uso dalla parrocchia di Cannavò, mentre gli arredi e le attrezzature presenti sono stati acquistati anch’essi con i fondi straordinari dell’8xmille che Caritas italiana ha inviato direttamente per supportare il progetto diocesano destinato alle famiglie reggine meno abbienti.

Il resto del fabbisogno è coperto dalle collette (2,53%), dalle offerte di associazioni e parrocchie del territorio (7,11%), dalle donazioni di privati, volontari, fornitori e negozi (9,71%), dal sostegno di “Trecampanili”, ossia le comunità di Cannavò, per l’11,38%, mentre le parrocchie partner (l’1,14%) contribuiscono insieme alle scuole pubbliche e private (l’1,06%) e alle liberalità di Guardia costiera e Vigili urbani (0,29%).

Grande assente è la Pubblica Amministrazione locale (Comune e Città metropolitana di Reggio Calabria oltre la Regione Calabria). L’opera di carità dell’emporio della solidarietà «Genezareth» va sostenuta dalle Politiche sociali. Resta da capire soltanto il “come” – e questo è compito della classe politica reggina – in virtù del numero crescente di famiglie bisognose che si rivolgono a questo servizio che si poggia esclusivamente sul volontariato.

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