accedi | registrati | 17-11-2018

La testimonianza di Angela Branca, volontaria dell’emporio solidale dell'arcidiocesi reggina

Carità e sobrietà, parole-chiave nella rilettura del Vangelo

di Redazione Web 14/06/2018

L’emporio della solidarietà «Genezareth» è una casa accogliente, che fa del mutuo aiuto il proprio principio fondante. I nuclei familiari, accreditati, possono fare la spesa “gratis”, tramite una card che si ricarica mensilmente per un periodo di 6 mesi. L’obiettivo non è solo quello di distribuzione di viveri, ma di porre al centro la persona, il rispetto della dignità, la valorizzazione delle relazioni, educare ad uno stile di vita sobrio, combattere lo spreco, facendo leva sulla capacità di ciascuno per evitare di cadere, in un momento di disagio, in uno stato di passività che potrebbe prefigurarsi in una forma di assistenzialismo.

La maggior parte delle famiglie accreditate all’emporio, sono uomini e donne, che si sono trovati improvvisamente senza lavoro a dover affrontare il quotidiano senza poter garantire ai propri figli il minimo necessario, sono i «nuovi poveri», il «frutto della cri- si economica» ancora in corso.

Tantissimi bambini vengono accolti e “coccolati” dai volontari e per i quali c’è sempre un pensiero particolare, come i regali di Natale, di Pasqua, qualche compleanno: ogni occasione è buona per far sentire loro vicinanza ed affetto, nella gioia della gratuità e della condivisione.

«La mia esperienza a Genezareth, – spiega Angela Branca, volontaria dell’emporio solidale – inizia con il supporto nella parte gestionale, organizzativa ed ammi-nistrativa, che è scaturita nell’apertura avvenuta il 18 maggio 2013 e che prosegue tutt’oggi con lo svolgimento di tutte le attività necessarie per il buon funzionamento della struttura».

Cinque anni, tantissime storie raccontate, vissute e condivise che hanno portato dei cambiamenti nella vita dei volontari. Cresce la consapevolezza che la “sobrietà” porta a una fede più matura: «Ho imparato ad “ascoltare con il cuore”, – spiega Branca – ho acquisito competenze specifiche attraverso la partecipazione ai corsi di formazione gestiti dalla Caritas diocesana e regionale e ho condiviso, senza distinzione alcuna, tanti problemi, cercando insieme le soluzioni, e soprattutto accogliendo tutti». Servire ed amare il prossimo con entusiasmo e passione aiuta a testimoniare in modo concreto il l’essere cristiani. «Per me il servizio all’emporio è divenuto una “vocazione” che si rinnova ogniqualvolta che sul mio cammino incontro una persona in cerca di aiuto, che vuole essere ascoltata, accolta». Angela Branca racconta la sua vita da volontaria Cinque anni di incontri tra sorrisi e tante lacrime di chi «non ce la fa più»

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