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Oggi, in Calabria, sono ben 4.000 i cittadini che si rivolgono ai servizi sanitari per avviare un percorso terapeutico

Lotta alla droga. Lo ''sballo'' si batte con l’educazione

di Redazione Web 26/06/2018

di Lidia Caracciolo * - La Giornata mondiale di lotta alla droga, giunta alla trentunesima edizione, si celebrerà il 26 giugno 2018 è un’occasione per riportare all’attenzione di tutta la società civile un tema importante come quello delle dipendenze.

Vecchie o nuove che siano, facilitate o meno dai nuovi stili di consumo e comunicazione, è oggi ancora una realtà: la diffusione dei comportamenti d’abuso e dipendenza non sono diminuiti e i servizi, non adeguatamente sostenuti e promossi, non riescono a soddisfare i bisogni rilevati. Se vogliamo guardare alla nostra Città metropolitana, da anni osserviamo ed evidenziamo un bisogno di intervenire in modo puntuale e specifico con gli adolescenti e i giovani.

Cresce in modo esponenziale l’utilizzo dell’alcol già dall’età di 13/14 anni, periodo in cui i ragazzi cominciano a sperimentarsi nell’autonomia dalla famiglia, favorendo il gruppo dei pari, alla ricerca di definire se stessi.

In assenza di luoghi sani e persone adulte di riferimento, tanti “bravi ragazzi” si ritrovano a fare esperienze di trasgressione e al limite della legalità, che segnano una strada possibile che può portare al disagio e anche alla devianza.

Nell’età dell’adolescenza non è raro ascoltare storie di assunzione ricreazionale di droghe, cannabis in particolare, su cui si è abbassata notevolmente la percezione del rischio degli effetti che a lungo termine può provocare sul cervello.

Da anni continuiamo a svolgere azioni di promozione del benessere e prevenzione al disagio e dipendenza all’interno delle scuole. I docenti sottolineano che si è abbassato notevolmente il livello di attenzione degli studenti ed è scarso il loro coinvolgimento nelle attività ordinarie di studio.

Sono spesso segnalate situazioni di disagio sociale e relazionale, su cui poco si interviene in modo strutturato e compiuto.

Spesso i ragazzi ascoltati comunicano un utilizzo smodato di tabacco, cannabis e alcol.

Alla luce di questa prassi vissuta in modo naturale ormai in tante delle nostre famiglie, non è raro sentire ragazzi che cercano di intervenire sul loro senso di inquietudine paventando l’ipotesi di utilizzare farmaci o altri surrogati che possano “farli sentire bene”, o “non far sentire” troppo qualcosa che non sanno cos’è e come si accoglie.

Non si può parlare quindi di contrasto alla droga e ai diversi stili di dipendenze, senza parlare di educazione. Solo favorendo una cultura che mette al centro i valori e la promozione della persona, si può intervenire per offrire uno spazio sano di crescita per le nuove generazioni.

Ma per fare questo occorre investire risorse, non solo economiche – e anche quelle mancano – ma soprattutto umane, che scelgano con passione di promuovere la vita.

I dati. Oltre 4mila calabresi in cura

Calabria, i dati dell’Osservatorio regionale per le dipendenze certificano, nel 2016, la presa in carico di oltre 4.000 utenti nei servizi sanitari calabresi e di questi solo 365 inviati dai Ser.D. nei 21 servizi accreditati gestiti dalle organizzazioni del Terzo Settore che si occupano di dipendenze in Calabria. Ma anche nella nostra regione sappiamo che il numero delle persone con problemi di dipendenza è sicuramente più elevato. In linea con la media nazionale,si stima che oltre 15mila cittadini calabresi abbiano bisogno di un trattamento terapeutico per le dipendenze, considerando che già solo per il gioco d’azzardo si stimano oltre 2.000 giocatori (persone che ad oggi non sono computate tra le prese in carico “ufficiali” dei servizi) per una media di importo pro capite giocato in Calabria pari ad € 511,2. Questi dati ancora lasciano fuori tanti adolescenti, giovani e adulti che nel loro ordinario fanno uso e abuso di sostanze stupefacenti, ma non si rivolgono ai servizi, quindi non sono censiti.

* operatrice Cereso

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