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Nelle camere del sesso online il 13% degli utenti ha meno di 15 anni. E le foto del 34% di loro diventano virali sul Web

Le nuove ''droghe'': sempre più malati di Internet

di Redazione Web 26/06/2018

di Angela Modaffari * - Cresce senza sosta il numero delle telefonate quotidiana presso il Centro d’ascolto “Don Tonino Bello” di Sambatello. Sono quasi sempre genitori in cerca d’aiuto per i figli.

Nasce la Like addiction, ovvero il bisogno di accumulare “mi piace” sui social network,; l’80% degli adolescenti soffre di «nomofobia» ovvero la paura di rimanere senza telefono; il 95% ha almeno un profilo su un social; il 15% si sveglia nella notte per controllare le notifiche.

Il dispiegamento delle potenzialità di internet e la sua progressiva diffusione negli ultimi 20 anni, hanno segnato l’inizio di una vera e propria rivoluzione: in questo contesto sono emersi disturbi legati a un uso patologico della rete, fino a forme di vera e propria dipendenza, assimilabili all’uso di sostanze psicotrope.

L’abuso di internet può seriamente aggravare tratti psicopatologici preesistenti, producendo un continuo processo di disconnessione del soggetto dalla realtà. La perdita delle relazioni interpersonali, la modificazione del tono dell’umore, la cognitività completamente orientata all’uso della rete e l’alterazione del vissuto temporale, sono caratteristiche comuni nei pazienti dipendenti da internet, in cui sono presenti anche chiari sintomi di intossicazione e di astinenza. Le analisi e i report clinici presenti in letteratura, descrivono il profilo del paziente medio, con un’età compresa tra i 15 e i 40 anni, una buona conoscenza dell’informatica, spesso isolato per ragioni lavorative o geografiche e solitamente con problemi psicologici, psichiatrici o familiari preesistenti all’insorgenza della dipendenza. Negli adulti, le problematiche si caratterizzano con vissuti di solitudine, insoddisfazione nel matrimonio, stress collegato al lavoro, depressione, problemi finanziari, insicurezza dovuta all’aspetto fisico, ansia, lotta per uscire da altre dipendenze, vita sociale limitata. Negli adolescenti invece elementi di particolare vulnerabilità sono bassa autostima, identità insicura, competenze sociali deboli, relazioni immature, mancanza di interessi, mancanza di monitoraggio familiare.

Nonostante nella ridefinizione del concetto nosografico del termine addiction nella quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (2013) le valutazioni in relazione al concetto di dipendenza comportamentale hanno sottolineato un passaggio chiave con l’aver inserito il disturbo da gioco d’azzardo patologico all’interno dell’area delle dipendenze, tuttavia ne sono rimaste fuori tutta una serie di altre forme, quali appunto: videogiochi, lavoro, sesso, tv, smartphone, shop compulsivo e l’internet addiction disorder. È chiaro che in letteratura ( Young et al 2000) già si riconoscono cinque tipi specifici di dipendenza online. La prima è la cyber–sex addiction: gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all’utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat–room per soli adulti. Il 13% degli utenti di questi siti ha un età compresa tra i 10 e i 15 anni e il 34% di loro è stato esposto alla pornografia online senza averla ricercata, cioè attraverso link, errori d’orton grafia, pubblicità pop–up o mail spam. Un’altra dipendenza è la cyber– relational addiction, ossia individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online. Gli amici virtuali diventano rapidamente più importanti per l’individuo, spesso a scapito dei rapporti con la famiglia e gli amici reali. Altro fenomeno è la net–compulsion, ossia la dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo. E ancora la information overload che è determinata dalla ricchezza dei dati disponibili sul web che ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l’utilizzo dei database sul web, gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell’organizzazione di dati dal Web. E in ultimo, la dipendenza da giochi di ruolo online, videogame con tematiche prevalentemente di guerra, oppure di giochi di strategia in cui gli individui sono portati ad impiegare un numero sempre maggiore di ore per migliorare il proprio avatar.

* Psicologa Cereso

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