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Tempo di studio per i sacerdoti dell’arcidiocesi di Catanzaro–Squillace, tenuto da lunedì 25 giugno a, oggi, mercoledì 27 giugno

Viganò: «I nuovi media possono aiutare la Chiesa di Calabria»

di Redazione Web 27/06/2018

Comunicazione sociale, tempo di studio per i sacerdoti dell’arcidiocesi di Catanzaro–Squillace. Tre giorni di riflessione, tenuti da lunedì 25 giugno a mercoledì 27 giugno a Torre di Ruggiero, assieme al proprio arcivescovo metropolita, monsignor Vincenzo Bertolone che ha fortemente voluto questo incontro all’indomani dell’assemblea generale della Cei sullo stesso tema.
 
Tanti relatori di primissimo piano, tra cui monsignor Dario Edoardo Viganò, assessore del dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
L’obiettivo dei lavori è approfondire l’avvenuta transizione dagli antichi mass media ai new media: in quest’ottica esperti del settore e teologi hanno animato gli incontri di formazione, con la prospettiva di instaurare un proficuo dibattito con coloro che, per ministero sono i responsabili della cura pastorale delle comunità cristiane e parrocchiali della diocesi e, di conseguenza, devono conoscere e praticare ogni opportunità che favorisca l’annuncio liberante e gioioso del Vangelo, da svolgere oggi in chiave missionaria, anche per superare una certa cultura mediatica e social, che trasmettono a volte una marcata sfiducia nell’insegnamento della Chiesa. Il programma prevedeva l’apertura dei lavori con la conferenza introduttiva di monsignor Bertolone sul tema “Dalla verità di cartà alla verità social”. Subito dopo l’intervento del pastore della diocesi catanzarese, si è registrata la relazione di don Giovanni Scarpino, direttore dell’Ufficio della comunicazione sociali della Conferenza episcopale calabra che ha dibattuto con i presenti su “mezzi di comunicazione in diocesi: cosa si fa e cosa si può fare”.  
 
Martedì 26 giugno, si è tenuto il momento centrale dei lavori con gli interventi di monsignor Dario Edoardo Viganò: prima una relazione sull’esempio comunicativo degli ultimi tre papi e il loro rapporto con internet. Poi, grazie alla moderazione di monsignor Giuseppe Silvestre, si è tenuta la seconda relazione di Viganò su “come la rete può aiutare la comunicazione di diocesi e parrocchie”.
«I nuovi media  – ha dichiarato Viganò – indubbiamente possono aiutare la Chiesa di Calabria: è una terra molto affascinante, con tante comunità e tanti luoghi di preghiera vivi e vivaci. E allora, si devono mettere in rete queste realtà sul piano funzionale, e poi si deve fare in modo che queste reti funzionali diventino vere e proprie comunità».
 
Nel pomeriggio la relazione dell’arcivescovo di Crotone–Santa Severina, monsignor Domenico Graziani, su “Chiesa e nuovi media”, che è stata seguita dall’intervento di Antonio Cavallaro sulle fake news dal titolo “Le bufale e la rete: istruzioni per l’uso”. La conclusione della tre giorni di studi, oggi mercoledì 27 giugno, è stata affidata a don Ivan Rauti che ha relazionato sulla litigiosità dei social network con un focus intitolato “Dal ring all’agorà. Perché la rete spesso produce aggressività: come dissentire senza litigare”.

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