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Lunedì scorso all'università Mediterranea

Interdittive antimafia e garanzie, il convegno di studio

Un incontro per chiarire le regole che disciplinano il procedimento del controllo giudiziario

di Michele Di Bari * 29/06/2018

Nella suggestiva cornice della sala “atelier” dell’Università Mediterranea, si è svolto nel pomeriggio del 25 giugno il convegno “Amministrazione e Controllo nella nuova prevenzione antimafia”, promosso dall’ordine dei commercialisti di Reggio Calabria con la collaborazione della Scuola Superiore della Magistratura e con il patrocinio dell’Università Mediterranea degli Studi di Reggio Calabria.

Il convegno si è aperto con i saluti del Magnifico Rettore dell’Università, dott. Pasquale Catanoso, e del Presidente dell’Ordine dei Commercialisti, dott. Stefano Maria Poeta.  Il dott. Walter Ignazzitto, sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria , ha svolto le funzioni di avuto il ruolo di moderatore.

Gli interventi previsti sono stati affidati al Prof. Nicola Selvaggi, Docente dell’Università degli Studi Mediterranea; alla dott.ssa Emma Caprino, Viceprefetto aggiunto della Prefettura di Reggio Calabria; alla dott.ssa Ornella Pastore, Presidente delle Misure di Prevenzione; alla dott.sa Caterina Criscenti, Presidente del Tar della Calabria- Sezione Staccata di Reggio Calabria; al dott. Fabio Mulonia, Segretario dell’Ordine dei Commercialisti di Reggio Calabria.

Il convegno ha toccato le problematiche connesse all’applicazione dell’interdittive antimafia (misura questa che impedisce all’impresa qualunque tipo di rapporto economico-giuridico con la Pubblica Amministrazione) e agli strumenti che sono previsti nell’ordinamento per consentire la prosecuzione o la conclusione del contratto ai sensi dell’art. 32 del D.L. 90/2014 o per avviare il monitoraggio dell’impresa interdetta attraverso l’istituto introdotto dalla legge 17.10.2017, n. 161.

È stato un proficuo incontro in cui non si è trattato di stabilire ovvero chiarire le regole che disciplinano il procedimento del controllo giudiziario delle imprese destinatarie di interdittivaantimafia quanto una verifica sul campo delle correlazioni esistenti tra l’articolo 32 del Dl 90/2014 e l’articolo 34 bis come novellato dal nuovo codice antimafia . La ratio dell’istituto introdotto nel 2017 tende infatti a fornire, ove possibile, una opportunità di rilancio dell’azienda colpita dall’interdittiva antimafia, la realizzazione delle opere già affidate nonché l’aggiudicazione di ulteriori opere.

Diversi i presupposti e diversi gli effetti concreti e le connesse problematiche.

L’amministrazione disposta dal Prefetto ai sensi dell’art. 32, comma 10, del d.l. n. 90/2014 configura una misura chiaramente preordinata al perseguimento di determinati interessi pubblici tassativamente elencati che vengono messi in pericolo da situazioni di contiguità o di agevolazione mafiosa ascrivibili a responsabilità dell’impresa e dei soggetti capaci di determinarne l’andamento. Si tratta di un presidio di garanzia di uno specifico contratto e non anche delle totalità delle commesse dell’impresa all’atto dell’adozione del provvedimento.

Al contrario, il controllo giudiziario introdotto dalla legge n. 161/2017 capo V del Codice Antimafia, dedicato alle misure di prevenzione patrimoniale diverse dalla confisca, non determina lo spossessamento gestorio ma consiste in una vigilanza prescrittiva affidata al Commissario nominato dal Tribunale incaricato di monitorare - all’interno dell’azienda - l’adempimento di una serie di obblighi di compliance imposti dal giudice .

Dunque ,la vera novità riguarda l’impresa che seppur colpita da interdittiva antimafia mantiene intatta la sua capacità nella prosecuzione dell’attività, tant’è che all’ammissione  del tribunale al controllo giudiziario è connessa la sospensione degli effetti della misura prefettizia ai sensi dell’articolo 94 del nuovo codice antimafia .

Muovendo da tale assunto , si pone l’imprescindibile esigenza di assicurare un’adeguata interlocuzione tra la Prefettura e la magistratura procedente, finalizzata a fare emergere il patrimonio info-investigativo dal quale è scaturita la valutazione di un  livello di compromissione della governance aziendale  così grave da motivare la misura del commissariamento.

Tali conclusioni , sotto distinti e diversi profili , sono state svolte dal Dott. Giovanni Bombardieri , procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, e dal prefetto.

* Prefetto di Reggio Calabria

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