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Si tratta del primo passo per l'eventuale apertura di un processo di beatificazione

Giorgio La Pira è venerabile, un passo verso gli altari

di Redazione Web 05/07/2018

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante "le virtù eroiche del Servo di Dio Giorgio La Pira". Si tratta del primo passo per l'eventuale apertura di un processo di beatificazione e canonizzazione. Giorgio La Pira è nato a Pozzallo il 9 gennaio 1904 ed è morto a Firenze il 5 novembre 1977.

Giorgio La Pira è noto come il "sindaco santo" di Firenze (incarico che ricoprì dal 1951 al 1957 e poi di nuovo dal 1961 al 1965) e proprio sulla fama di santità si è basato nel 1986 l'allora arcivescovo del capoluogo toscano, cardinale Silvano Piovanelli, per avviare il processo canonico. Politico-profeta, anticipò il Concilio Vaticano II; la sua proposta sociale partiva dalla stessa constatazione di una profonda ingiustizia sociale propria dell'ideologia marxista, ma con un'apertura alla visione dell'uomo integrale, quindi alla fratellanza tra gli uomini che deriva dall'avere un unico Padre. Emblematici furono in questo senso gli episodi delle fabbriche fiorentine del Pignone nel 1953, quando il sindaco e gran parte della Chiesa fiorentina appoggiarono le lotte operaie, fino ad accettare l'occupazione della Pignone, dove La Pira assistette alla Messa all'interno della fabbrica occupata, riuscendo, quindi a risolverne la crisi con il contributo di Fanfani e di Enrico Mattei, presidente dell'Eni che rilevò l'azienda.

Durante la sua amministrazione La Pira iniziò la costruzione del nuovo ampio quartiere dell'Isolotto, che si proponeva di dare una soluzione organica al problema dell'emergenza abitativa, mentre la crisi degli alloggi, sia per le distruzioni della guerra sia per l'arrivo degli alluvionati dal Polesine, lo indusse a cercare anche soluzioni tampone come la costruzione di "case minime" o la requisizione di ville disabitate per gli sfrattati, suscitando pure in questo caso non poche polemiche.

Altro filone centrale delle iniziative di La Pira fu quello della pace. I convegni internazionali "Per la pace e la civiltà cristiana" (il primo fu del 1952) crearono fervore di dibattiti e di proposte, ma anche le ormai consuete polemiche e opposizioni. Il tema della pace, connesso al pericolo costituito dalle armi nucleari, fu al centro del suo intervento, Il valore delle città, tenuto il 12 aprile 1954,
al comitato internazionale della Croce rossa di Ginevra, dove sottolineò il ruolo delle città quali protagoniste nella costruzione della pace. Fu ancora questa la prospettiva del Convegno dei sindaci delle capitali del mondo, convocato dal 2 al 6 ottobre 1955 a Firenze, dove si incontrarono per la prima volta sindaci del mondo occidentale e comunista, che firmarono insieme un appello contro la guerra nucleare.

Alla fine degli anni '70 diede il suo sostegno all'opera di Benigno Zaccagnini come segretario della Dc, accettando di candidarsi quale capolista alla Camera dei deputati, dove fu eletto con un alto numero di preferenze. La sua candidatura aveva assunto di fatto anche il significato di una risposta alla candidatura nella Sinistra indipendente di non pochi cattolici che nel passato gli erano stati molto vicini, come Gozzini e Raniero La Valle, e che nel referendum sul divorzio si erano schierati tra i "cattolici del no".

Con il riconoscimento delle «virtù eroiche» di Giorgio La Pira si è conclusa la seconda fase del cammino intrapreso più di 35 anni fa a Firenze. I primi passi per avviare l'iter canonico si fecero il 22 ottobre 1983 quando l'Istituto dei Missionari della Regalità di Cristo, agendo nella qualità di 'Attore della Causa', nominò come postulatore fra Antonio Cairoli. Qualche mese più tardi si costituirono come co-attori il convento domenicano di San Marco in Firenze e la Fondazione La Pira, che nominarono Postulatore fra Innocenzo Venchi della Postulazione Generale dell'Ordine domenicano. Questo perché La Pira era un terziario domenicano. Il cardinale arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli accolse la domanda il 4 gennaio 1986 e il 9 gennaio del medesimo anno venne costituito il Tribunale. Durante l'inchiesta diocesana si celebrarono 256 sessioni, l'ultima delle quali si tenne il 4 aprile 2005. Nell'ultimo periodo della fase diocesana i postulatori erano due (nominati in solidum): oltre a Venchi, il professore Vittorio Peri dei missionari della Reglità di Cristo (opera di ispirazione francescana della quale lo stesso La Pira era stato tra i fondatori e membro, fino al termine della sua vita terrena).

Sottoposto tutto il materiale raccolto al giudizio della Congregazione delle Cause dei Santi, questa emise il decreto sulla validità giuridica dell'inchiesta diocesana il 24 ottobre 2007. Da questo momento la Postulazione Generale avviò il cammino per la scrittura della Positio sulla vita, virtù, fama di santità e di segni del Servo di Dio. L'incarico venne affidato ad uno storico dell'età contemporanea, il professore Ulderico Parente che dovette affrontare una enorme mole di lavoro trattandosi di una figura, quella di La Pira, complessa, famosa e di spessore davvero ragguardevole. Comunque, in dieci anni si è riusciti a completare il lavoro.

Fra Gianni Festa, postulatore generale, ha avuto modo di commentare: "La causa, credo si possa serenamente affermare, ha avuto un iter molto lineare e non ha trovato particolari difficoltà. Abbiamo sempre trovato ottima collaborazione e accoglienza dall'ambiente fiorentino, soprattutto da parte degli arcivescovi che si sono succeduti sulla cattedra fiorentina e da parte degli attori della causa, in modo particolare da parte della Fondazione La Pira".

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