accedi | registrati | 15-8-2018

Il Parco della Mondialità ha fatto da cornice alla fiera del libero all'aperto proposta dalla Leonida Edizioni

Xenìa Book Fair, conclusa la quarta edizione a Gallico

di Redazione Web 14/07/2018

Anche quest'anno il Parco della Mondialità ha fatto da cornice alla IV edizione della Xenìa Book Fair, la fiera del libro all'aperto che si è proposta al territorio con un interessante e variegato palinsesto.

Organizzata dalla Leonida Edizioni diretta dal dott. Domenico Polito in collaborazione dell'Art Academy dell'artista Elisa Urso e dall'Associazione culturale “Anassilaos” presieduta dal dott. Stefano Iorfrida e con il con il patrocinio della Regione Calabria, il Comune città Metropolitana di Reggio Calabria, il centro studi georgiano, l'Università Dante Alighieri e l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, si è svolta dal due all'otto luglio u.s. A tagliare il nastro Filippo Quartuccio, delegato alla cultura della città Metropolitana, il dott. Edoardo Lamberti Castronovo, il sindaco del comune di Calanna signor Domenico Romeo e il sacerdote parroco di San Biagio V.M. e di San Nicola di Bari, Don Filippo Cotroneo.

La lunga kermesse ha visto la partecipazione di numerose case editrici nazionali e internazionali con le loro variegate novità editoriali.

Si è parlato molto di cultura e di Xenìa, ospitalità, tema bellissimo per quanto concerne la relazione umana, scottante e preoccupante per la politica attuale, nazionale e mondiale, che poco fa per abbattere la paura verso l'altro anche se, bisogna fortemente sottolineare che la questione richiede controllo, regole condivise, progettualità nella protezione e valorizzazione delle proprie e altrui dignità e identità.

Si è discusso molto di cultura inclusiva e dei pericoli connessi all'assolutizzazione del valore identitario perché se vissuto con questo spirito può sfociare in esclusività e quindi lasciar fuori chi è diverso, l'“altro”. Eppure la storia umana è intessuta di relazioni tra le diversità, di scambi culturali , di contaminazioni, e noi meridionali in particolar modo, abbiamo conosciuto culture diverse e oggi con orgoglio possiamo definirci figli di una stirpe meticciata che dalla diversità ha saputo assimilare e tramandare valori universalmente necessari. E l'accoglienza trasmessaci dai Greci fa parte ancora del nostro DNA.

Interessanti gli incontri con gli scrittori le cui opere, diverse nel genere e nel contenuto, hanno messo in evidenza il ruolo della cultura tesa alla costruzione di relazioni e di spiriti svincolati dall' oppressivo utilitarismo e alla ricerca del vero e del bello . Si sono alternati gli autori Maria Grazia Ripepi (Ludosofia. Implicazioni filosofiche tra cultura e gioco), Nanà Bertè (Il secondo gradino),Andrea Calabrese (Dante tra dogma e eresia), Achille Concerto (Don Ernando di San Martin), Carmelisa Nicolò (La grande avventura), Dina Maesano (E quella porta si aprì al mondo), Giuseppe Notaro (Vivien Lynch), Antonio Sozzi (Ho voglia di vederti), Claudio Basile (L'ultimo gate), Mario Cunsolo (L'orizzonte nascosto dalla bellezza), Sebastiano Plutino ( Fiabe dello Stretto), Eleonora Barbaro (Versi di una matrioska), Pino Macrì (La riscoperta di Persefone, due volte rapita), Enrico Costa (Lessico lirico), Renato di Pane (Dentro me stesso), Rosalda Schillaci (Infiniti definiti), Agostino Mano (Antica), Lisa Ficara (Mine vaganti), Diego Licopoli(Il mistero Blue Whal), Salvatore Romeo (Il tesoro del tempio), Franco Sorba (Genesi Catalana).

Particolarmente graditi gli interventi delle scrittrici Chiara Ricci con la sua dissertazioe sul cinema e Ruska Jorjoliani che ha testimoniato la sua esperienza di donna e scrittrice che matura un'identità doppia armonizzando la georgiana e l'italiana e in modo particolare la siciliana cui deve tanto.

I poeti delle associazioni di “Pennagramma” e “Anassilaos” con i loro versi, hanno cantato la complessità e la bellezza dell'armonia del creato sotto ogni aspetto sottolineando l'inevitabile assunzione di responsabilità di ogni essere umano nel porsi come difensore di quest'ordine per permettere all'umanità di crescere.

Per migliorarsi occorrono anche dei modelli e grande emozione ha suscitato il ricordo di un padre della Costituzione, Pietro Calamandrei curato dalla prof.ssa Patrizia De Salvo, del Presidente della Repubblica Sandro Pertini da parte del prof. Antonio Baglio e due reggini, Eugenio Musolino che è stato membro dell' Assemblea costituente e Padre Aurelio Cannizzaro, ideatore del Parco della Mondialità, presentati rispettivamente dal prof. Antonino Romeo e dal sacerdote gallicese Padre Franco Saraceno.

Anche se assente per motivi di lavoro, la ministra Cécil Kienge ha voluto far giungere da Bruxelles un video messaggio di sostegno al bellissimo progetto di Domenico Polito e un sentito augurio affinché la “politica cominci a pensare ad un nuovo sistema inclusivo per quanto concerne “lo straniero” con programmi fondati sul principio di solidarietà e valorizzazione delle competenze e della cultura”.

Molte le attività correlate come il salotto dell'autore curato da Elisa Urso, Nanà Bertè, Valentina Alfarano e Stefano Iorfrida., l'esposizione di dipinti e sculture a cura dell'Art Accademy, la rassegna fotografica di Marco Costantino e l'apprezzata estemporanea performance dell'artista reggino Alessandro Allegra.

Il concorso “Io sono cittadino del mondo” cui hanno partecipato gli allievi del Liceo Artistico “Preti.-Frangipane” di Reggio Calabria e di San Nito di Rossano e l'Accademia delle Belle Arti della nostra città, ha premiato le opere di Domenica Morabito ( 1^ classificata), Martina Lavarà( 2^ class) e Mara Martino(3^ class.) e consegnato attestati di partecipazione a tutti i concorrenti.

Un finale allegro con una bella risata liberatoria ha coinvolto il numeroso pubblico in un laboratorio improvvisato da Anna Elisa Meliadò dell'Associazione “Yoga della risata” che ha visto anche la partecipazione di Lucia Nucera, assessora alle politiche sociali e minoranze linguistiche del Comune di Reggio Calabria.

Un programma intenso che ha puntato l'attenzione sulla necessità di accogliere il progressivo cambiamento sociale con un pensiero flessibile che saldamente si riconosca nei propri principi e nelle proprie identità, rifletta su un nuovo modo di intendere il rapporto con la diversità nella consapevolezza che solo donando e ricevendo ci si arricchisce e si cresce per dare un nuovo volto all'umanità ed impedire che ricada nelle tenebre e nelle spire distruttive dei fanatismi già sperimentati.

La Xenìa Fair Book di Domenico Polito si sforza, dunque, di indicare la cultura come una delle vie da percorrere per creare fratellanza e non estraneità, amicizia e non ostilità, valori funzionali al progresso umano.

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