accedi | registrati | 17-12-2018

La testimonianza di due seminaristi reggini, Matteo e Gianluca, che da due settimane si trovano in Grecia

Seminaristi in missione: da Reggio ad Atene per Amore

Nella capitale ellenica stanno vivendo un'esperienza di servizio e contemplazione al fianco della Chiesa armena

di Redazione Web 16/07/2018

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di due seminaristi reggini, Matteo e Gianluca, che da due settimane si trovano ad Atene. Nella capitale greca stanno vivendo un'esperienza di servizio e contemplazione al fianco della Chiesa Armena.

Dal 2 luglio siamo ad Atene ed esattamente ospiti nel Patriarcato della Chiesa Armena, nel quartiere di Neos Kosmos. Da subito abbiamo respirato una bella aria di accoglienza caratterizzata da uno stile semplice e familiare. In questi primi giorni siamo stati accompagnati dai volontari e operatori Caritas  a conoscere le varie esperienze che in questi anni sono stati realizzati. Dare una piccola ma significativa risposta alla crisi economica e sociale di questo paese.

La nostra esperienza in Grecia continua tra la conoscenza culturale ed il servizio. Abbiamo conosciuto la storia della Chiesa Armena e la vita pastorale, la stessa oggi ad Atene è chiamata a confrontarsi con più realtà e culture religiose diverse. Il problema maggiore della Chiesa Armena è legato al fatto che gli Armeni sono distribuiti a distanze grandi per cui c'è la difficoltà proprio di incontraesi. Il Patriarcato Armeno è guidato da padre Iosef , sacerdote armeno, che pur tra tante difficoltà cerca sempre con coraggio e determinazione di proporre percorsi nuovi che hanno il sapore della Vita e che soprattutto rispettano ed elevano la dignità delle persone.

Nei giorni scorsi abbiamo fatto servizio nella mensa Caritas di Atene, dalle 10,30 alle 13,00, sono venute a pranzare circa 400 persone tra cui un centinaio di bambini, 400 persone. Una lunga fila interminabile, chiaramente non abituati a vedere così tanta gente e soprattutto così tanti bambini.   La grande mole di lavoro permetteva a mala appena di intravedere qualche volto e sentire i bambini dire qualcosa alle loro mamme. Eppure mentre preparavamo i vassoi per darli alle persone tanti pensieri affollavano la mia mente. Il più ricorrente è stato che noi siamo stati solo più fortunati a nascere in una parte del mondo dove tante cose lì abbiamo anche oltre le nostre necessità. Eppure i visi dei bambini continuano a "tornare" e "tormentare". Ho invidiato in particolare quei giovani che anche solo per poco tempo sono partiti dalla loro terra con coraggio e determinazione, per spendersi e donare segni di speranza a servizio dell'umanità.

Dalla capitale Atene la nostra esperienza prosegue sull’isola di Tinos, un’isola tutta da scoprire nella sua piena bellezza naturale. Soprattutto da scoprire e conoscere il contesto ecclesiale infatti sull’isola sorge il Santuario dedicato alla Panaghia Evanghelistrìa che la resa famosa tra i pellegrini ortodossi. I fedeli vengono al Santuario per baciare l'immagine della Vergine Maria e per partecipare ai pellegrinaggi (25 marzo e 15 agosto e 15 novembre). Il santuario dell'Annunciazione fu eretto ad inizio '800 e ogni anno viene invaso dai pellegrini che, per redimersi dai propri peccati, percorrono in ginocchio la strada che si arrampica sulla montagna. Siamo accolti e ospitati nella Canonica di Padre Iannis, prete giovanissimo attento e disponibile alla testimonianza della carità. Stella, componente della Caritas Diocesana, e Antonis, Direttore della Caritas Diocesana, sono i nostri angeli custodi minuziosi nel raccontarci tutto delle attività e delle iniziative. Siamo qui a contemplare le meraviglie del Signore! Quanto è buono il Signore.

Matteo  e  Gianluca

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