accedi | registrati | 11-12-2018

La testimonianza di don Danilo Latella, Davide Amadeo e Domenico Foti che stanno vivendo un mese di attività nel paese malgascio

Madagascar, la missione estiva di tre seminaristi reggini

di Redazione Web 17/07/2018

Pionieri di un’originale esperienza formativa, almeno per quanto riguarda la storia del nostro Seminario, abbiamo scelto, su invito del rettore don Sasà Santoro, di compiere in Madagascar una breve attività missionaria della durata di un mese. L'intento di questa scelta è duplice: non solo coadiuvare i missionari nella loro opera di assistenza materiale e spirituale agli abitanti del luogo, ma anche acquisire un orizzonte di senso ecclesiale più vasto ed universale. Tutto questo nel segno di una Carità assoluta e totalmente gratuita. Al termine dei primi nove giorni di permanenza qui abbiamo avuto modo di conoscere la quotidianità di questo popolo che, nonostante le difficoltà e il disagio inerenti alla povertà, continua sperare saldamente ancorato a Dio.

Questo popolo ci insegna che povertà è primariamente dipendere da qualcuno e riconoscere di avere un bisogno, questo bisogno è l'Assoluto: Dio, che traspare pienamente dai sorrisi dei bambini che incontriamo per strada: nonostante il duro lavoro conservano sorrisi non rintracciabili nelle nostre realtà quotidiane. Ad accompagnarci nelle nostre diverse attività è don Claudio, presbitero della nostra Diocesi, che ha scelto di essere missionario presso il popolo malgascio. La sua testimonianza è per noi motivo di riflessione e di crescita, sia nei dialoghi intrattenuti con lui sia nelle visite ai diversi villaggi in cui la sua guida si è rivelata a noi molto preziosa. Da quest’esperienza stiamo apprendendo che la comunione ecclesiale non è solo teorica ma reale e concreta. Possiamo dire che è l'alimento fondamentale della vita missionaria. Come dice un proverbio malgascio:

“Roalahy mianala isy no tokiko, isoko tokiny” ossia “Lui è la fiducia mia, io la sua fiducia”. Nella foresta si va sempre in due, la si può affrontare nei suoi pericoli soltanto se ci si fida uno dell'altro. Dovrebbe essere così anche per la vita di ciascun cristiano: tra le tante difficoltà del mondo (la foresta) solo la comunione può condurre alla conoscenza della Santissima Trinità che è comunione d’Amore.

don Danilo Latella, Davide Amadeo e Domenico Foti

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