accedi | registrati | 17-10-2018

Vi proponiamo la storia di Silvia, volontaria italiana, e del suo impegno umanitario in campo internazionale

La volontaria a Creta: «Percorso di introspezione e ricerca»

di Silvia Compagno * 24/07/2018

Accolta nel cuore di un monastero cappuccino, tra mobili antichi, pavimenti che scricchiolano e al riparo dalla frenesia turistica delle strade di Chania, la mostra MyCity, Athens, a poco a poco prende vita, regalando luce, colore e nuove suggestioni alle stanze silenziose che la custodiscono.

Nonostante la calura estiva di Creta e un mare da cartolina, i visitatori affluiscono costanti per tutta la giornata, attratti dalla Chiesa Cattolica situata nel cortile interno del monastero. Poi, incuriositi, indugiano incerti davanti all’uscio della mostra. Intercettando il loro sguardo interrogativo, i volontari Caritas - Neoi in Action li invitano allora ad entrare, spiegando con gentilezza il tema dell’esposizione fotografica.

Inizia così il viaggio verso la ri-scoperta di una città, Atene, guardata attraverso gli occhi dei suoi nuovi abitanti: le guide che ci accompagnano sono infatti 28 giovani, arrivati da paesi diversi e lontani, alla ricerca di un futuro migliore e di un luogo sicuro da poter chiamare casa.

Attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, la città si lascia esplorare e scoprire, rivelando i suoi dettagli più nascosti; nello scatto, questi vengono catturati, fatti propri per sempre e arricchiti di significati profondi. Tutto sembra avvenire in un processo continuo di incontro e scambio, per cui nello scatto non è solo la città a concedersi, ma è anche l’autore a donare qualcosa di sé.

Nella mostra che visitiamo, riconosciamo Atene ma veniamo allo stesso tempo guidati attraverso un intimo percorso di introspezione e ricerca. Le immagini lasciano infatti trasparire emozioni, pensieri, sogni e paure, un senso e una voglia di libertà ma anche la solitudine, i silenzi, la nostalgia e il bisogno di affetti familiari. Le immagini parlano di vita, si interrogano su quella che scorre ai lati opposti delle finestre, dentro e fuori, in una dicotomia che annuncia sempre l’esistenza di due mondi, opposti e lontani ma anche necessari l’uno all’altro. La vita come tempo che passa, fuggevole, a volte dura e difficile. La vita come luce, come rinascita e speranza senza limiti.

Atene percepita nelle sue mille sfaccettature, tra passato e presente, tra sfide antiche e moderne, Atene che cambia e si apre al nuovo. Atene come in una fiaba, tra incanto di colori e luci ma anche con le sue insidie ed ombre, l’incertezza e la paura di qualcosa che ancora risulta incomprensibile e sconosciuto.

I fotografi si abbandonano alla pura bellezza, quella unica e irripetibile di un tramonto o di un momento felice; oppure provano ad indovinare dove si celi quella nascosta, colta in pochi indizi e dettagli sottili ma armoniosi.

Questa mostra è un viaggio nel viaggio, perché non solo ci aiuta a conoscere una città e i suoi abitanti, ma ci permette di condividere un pezzo di strada con chi è ancora in cammino.

* Volontaria italiana di Anagni

Per saperne di più: Atene vista con gli occhi dei profughi e dei rifugiati: è questo il senso della mostra di fotografia “Atene, la mia città”, che ha aperto i battenti (dal 20 al 30 luglio) nei locali della chiesa cattolica di san Giovanni Battista a Chania, nell’isola di Creta. L’iniziativa è della Caritas Grecia che circa due anni fa ha lanciato – in sinergia con Caritas Reggio Calabria – il progetto “Giovani Caritas in azione”, un percorso di formazione al volontariato e all’impegno civile per animatori di gruppi giovanili che mira a creare un coordinamento nazionale di operatori formati alle tecniche di animazione per giovani in grado di poter organizzare nelle loro diocesi esperienze di volontariato e impegno civile in particolare per i giovani. La mostra avrà una nuova apertura il 10 agosto (fino al 20) e sarà animata dai giovani di “Caritas in azione”. La speranza di uno dei coordinatori del progetto Stanislao Stouraitis è che “la mostra possa varcare anche i confini greci e approdare in Italia, a partire da Reggio Calabria, la cui Caritas diocesana è uno dei principali sostenitori”.

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