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Il racconto dell'esperienza di volontariato ''di strada'' degli adolescenti dell'Azione Cattolica parrocchiale

Santa Caterina, l'impegno dei giovanissimi per Arghillà Nord

di Redazione Web 30/07/2018

Papa Francesco ci esorta ad essere viandanti della fede per incontrare, accogliere, ascoltare e abbracciare tutti, e ci invita a rimanere aperti alla realtà che ci circonda utilizzando lo strumento del dialogo per progettare un futuro migliore. Queste le parole del Santo Padre nel suo discorso all’Azione Cattolica Italiana del 30 aprile 2017, quando ha incontrato tutta l’associazione in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni. Partendo da queste semplici esortazioni, la parrocchia di Santa Caterina si è mossa nel cammino del servizio e della testimonianza, dando vita a una missione sul territorio che ha coinvolto il Gruppo Giovanissimi in collaborazione con il CSI (Centro Sportivo Italiano) di Reggio Calabria. Questa esperienza è stata orientata verso un area della periferia reggina, il quartiere di Arghillà, dove purtroppo persiste una situazione di disagio socio-economico e culturale che si ripercuote soprattutto sulle vite dei ragazzi che abitano la zona. Per questo motivo, i giovanissimi di Santa Caterina hanno cercato di coinvolgere i bambini e gli adolescenti del quartiere in attività ludiche e sportive che si sono articolate in tre appuntamenti diversi, con lo scopo di avvicinare questi minori al valore della legalità utilizzando anche le regole del “fair play”.  Inizialmente non è stato facile ottenere un certo coinvolgimento, poiché si è dovuto lavorare molto sul rispetto delle regole e quindi anche sul rispetto “dell’altro”, condizioni necessarie perché si potesse vivere la dimensione del gruppo in serenità; successivamente, tuttavia, anche applicando delle strategie tipiche dello spirito e dei principi dell’Azione Cattolica, si è riusciti ad ottenere il coinvolgimento di tutti: i più piccoli, in particolare, hanno partecipato con interesse ed entusiasmo. Questo percorso è culminato nella giornata del 22 Maggio, pensata affinché si potesse fare memoria della strage di Capaci e delle sue vittime – o, meglio, di tutte le vittime di Mafia. La manifestazione è stata  intitolata “MURali contro la paura, Capaci di R(i)esistere”. La giornata è stata caratterizzata da giochi e sport nella parte iniziale,  con un momento di animazione a cura dei Vigili del Fuoco, da una parte, e di noi giovanissimi di S. Caterina, dall’altra. In seguito vi è stata la presentazione dell’iniziativa da parte della dott.ssa Natina Pratticò e del parroco Antonino Iannò con la significativa presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà, che è intervenuto ribadendo l’importanza che questi progetti e manifestazioni hanno nel favorire l’integrazione e la sensibilizzazione sul territorio reggino. In occasione della giornata è stato inaugurato il campo di calcetto del quartiere con la partita tra la squadra Magistrati e la squadra Pol. Arghillà a Colori CSI. Durante l’incontro sportivo è stato evidente il coinvolgimento di tutto il quartiere, che dai più piccoli ai più grandi si è entusiasmato ed ha seguito con partecipazione l’evento. Al termine della partita si è potuto assistere all’esibizione dell’Orchestra Giovanile dello Stretto; di seguito la rappresentazione teatrale dell’Associazione Culturale Teatro Primo di Villa S.Giovanni con un lavoro liberamente ispirato a ‘Lo Straniero’ di A. Camus; ha concluso la serata il concerto dei Mattanza, famoso gruppo che ha proposto al pubblico musiche etniche della nostra terra. Noi Gvv della parrocchia di S. Caterina abbiamo riflettuto su questa esperienza ancora al suo esordio, sul suo significato e sugli obiettivi raggiunti; siamo entusiasti per essere riusciti, malgrado le aspettative iniziali non fossero state incoraggianti, a coinvolgere gli abitanti del quartiere di Arghillà, soprattutto i più giovani, con i quali si è cercato di relazionarsi in modo empatico: questo era, infatti, l'obiettivo principale del gruppo. Visto il successo dell’attività, il desiderio è quello di portare questo progetto anche tra le vie del quartiere di Santa Caterina, perché, come dice sempre Papa Francesco, la parrocchia non deve essere una “struttura caduca”, che è finalizzata solo a sé stessa e a coloro (adulti e bambini) che la frequentano regolarmente, ma deve aprirsi il più possibile al territorio in cui è collocata con testimonianza e servizio. I giovanissimi colgono, quindi, una motivazione molto forte che possa spingerci anche in futuro a raggiungere la gente nella sua quotidianità e nei suoi disagi piccoli e grandi.

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