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Le voci di Antonio, Manuela, Samuel, Francesco, Antonella e Giovanna ci raccontano l'esperienza

Cammino neocatecumenale, concluso il campo postcresima a Taverna

di Redazione Web 31/07/2018

Il campo estivo dei ragazzi che frequentano il postcresima del cammino neocatecumenale della parrocchia di San Luca evangelista di Reggio Calabria si è svolto a Taverna, nella Sila Piccola, dal 25 al 29 luglio. L'esperienza è stata molto intensa per tutti i 180 ragazzi dai 13 ai 18 anni che hanno partecipato al campo accompagnati da 25 coppie di padrini e due sacerdoti, don Bruno Cipro, parroco di San Luca evangelista, e don Giuseppe Caruso, parroco di San Giovanni Battista in Pellaro. Durante le giornate al Villaggio Mancuso hanno partecipato in diverse giornate anche l'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini e don Piero Catalano, parroco di Arangea. Presenti anche due seminaristi del "Redemptoris Mater" di Cosenza. I temi trattati sono stati l'amicizia e il mondo delle dipendenze: durante le giornate ci sono stati diversi momenti di formazione, spiritualità e divertimento.
 
Antonio Laganà assieme alla moglie Manuela è padrino da 5 anni di dieci: «Un'esperienza meravigliosa perché abbiamo sperimentato come questo servizio ci dona, come famiglia, il centuplo di quanto noi diamo a questi ragazzi. Vivere la dimensione "adolescenziale" accanto a quanti ci sono stati affidati ci aiuta a essere anche genitori migliori. Dal campo estivo - ha spiegato Antonio - appena concluso torniamo arricchiti dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato intrecciata alla vitalità dei nostri ragazzi».
 
Samuele, diciassettenne reggino, si racconta: «A questo campo ho potuto condividere il problema peggiore che ho avuto nella mia vita: un anno fa mi è stato diagnosticato un tumore al cervello. Sono stati momenti difficili, ma superati grazie alla fede e al mio cammino nella comunità neocatecumenale. Ho visto il sostegno di tanti amici e tutto è stato possibile grazie alla presenza di Dio nella mia vita che ha operato il miracolo della mia completa guarigione».
 
I padrini Antonella e Francesco Barreca sono al loro ottavo campo postcresima: «Ogni anno è una sfida nuova: i ragazzi attendono questi giorni con grande trepidazione. Offrire il nostro tempo è una grande gratificazione: siamo sempre emozionati dagli occhi pieni di stupore dei nostri figliocci e del grande clima di confronto che si instaura durante questa esperienza».
 
«Ho chiuso un percorso che mi ha accompagnato durante la mia adolescenza - ci dice Giovanna al suo ultimo campo - molto spesso si tende a cercare un modello. E spesso lo cerchiamo nei posti "sbagliati". Ho avuto la fortuna di vivere in una famiglia che mi ha fatto conoscere la bellezza del vivere in comunità».

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