accedi | registrati | 11-12-2018

I ragazzi a Palermo e provincia durante il campo scuola, incentrato sulla legalità

I giovanissimi di Ac di Pellaro alla scoperta della Sicilia

Dalla cattedrale a Monreale e Cinisi, passando per il luogo dove fu ucciso il Beato Pino Puglisi

di Francesca Latella e Angelo Ventura 22/08/2018

Da martedì 31 luglio a venerdì 3 agosto i Giovanissimi di Azione Cattolica della Parrocchia Santa Maria del Lume in Pellaro hanno avuto modo di suggellare il percorso annuale attraverso il campo scuola, che si è svolto a Palermo intorno al macro-tema della legalità. Spizzanti di gioia come non mai, e consci del fatto che questo sarebbe stato l’ultimo campo insieme al parroco don Tonino Sgrò, hanno fatto tesoro delle proposte offerte loro, gustandole sino in fondo, senza sprecare neppure un minuto.
Partiti da Pellaro, sul far del mattino del giorno 31 luglio, i 22 partecipanti hanno raggiunto, per l’ora di pranzo, l’antica capitale del regno fondato da Ruggiero II d’Altavilla, per essere ospitati presso l’Istituto salesiano “Gesù Adolescente”. Il pomeriggio del primo giorno è stato dedicato alla visita della città, al fine di ammirare la splendida Cattedrale, che è inserita tra i beni patrimonio dell’umanità, e la incantevole chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Qui sono stati accolti dal rettore, Padre Gino Quattrini che, dopo aver illustrato le bellezze del tempio, ha offerto ai ragazzi la sua personale esperienza di vita, esortandoli a scelte mature e consapevoli.
Il primo agosto è stata la volta del quartiere Brancaccio, sui passi del Beato don Pino Puglisi. Grazie al magistrale contributo di Caterina Pellingra, volontaria dell’associazione “Libera”, i Giovanissimi hanno calpestato il suolo sul quale fu freddato, dopo aver reso l’ultimo sorriso ai suoi assassini, il Beato Pino Puglisi, un sacerdote che con il suo esempio interroga e chiama tutti a lottare pacificamente per la giustizia e la legalità. Due volontarie di “I Care”, poi, hanno illustrato la storia di don Puglisi, accompagnando i Giovanissimi nella chiesa di San Gaetano in Brancaccio, al fine di incontrare il parroco, don Maurizio Francoforte e, quindi, visitare la struttura del Centro “Padre Nostro”, voluto proprio dal Beato Pino Puglisi. Successivamente si sono portati verso la sede di Libera, nel centro storico di Palermo, in un immobile confiscato, per capire qualcosa in più sulla realtà della legge Rognoni – La Torre sui beni confiscati alle consorterie mafiose.
Il 2 agosto i Giovannismi si sono diretti in via d’Amelio, per sostare sotto l’albero posto in ricordo della strage che colpì il giudice Paolo Borsellino per poi andare verso Capaci dove, nel 1992, perse la vita, in una delle stragi più efferate della storia, il giudice Giovani Falcone, la di lui moglie e gli agenti della scorta.
Prima del pranzo si è raggiunto Cinisi, il paese che è indissolubilmente legato al nome di Peppino Impastato, per incontrare il fratello Giovanni che, in maniera accorata, ha raccontato la battaglia di Peppino nel combattere la mafia ed ogni tipo di connivenza con essa, attraverso la forza della denuncia, senza temere il boss di turno, anche se con questo si era costretti a vivere a strettissimo contatto. Dopo la visita della casa –museo, i ragazzi hanno percorso “i 100 passi” che separano la sua casa da quella di Tano Badalamenti, oggi bene confiscato. Successivamente ci si è recati a Terrasini per vedere la facciata dell’edificio che ospitava Radio Aut, con cui Peppino conduceva la sua lotta di liberazione dalla mafia e di coscientizzazione sulla virulenza del fenomeno. Non sono mancate neppure le attività ludiche, in spiaggia, sulle splendide coste sicule dove è quasi impossibile sottrarsi al richiamo di un buon bagno.
Il 3 maggio è stata la volta di Cefalù, ove, sotto il mosaico del Cristo Pantocratore, il campo ha idealmente visto concludere le sue attività.
Quella vissuta, a detta dei ragazzi, è stata un’esperienza davvero arricchente e bella che ha contribuito a gettare un po’ di buon seme nelle menti e nei cuori dei giovanissimi i quali, certamente, faranno tesoro di quanto è stato loro partecipato.

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