accedi | registrati | 21-10-2018

Il riconoscimento è stato conferito presso la chiesa Santa Maria Odigitria di Reggio Calabria

Premio ''San Leo'' per il sociale a don Ernesto Malvi

di Redazione Web 28/08/2018

Sabato 25 agosto 2018, subito dopo la celebrazione della Santa Messa delle ore 19, presso la chiesa Santa Maria Odigitria di Reggio Calabria, presentata dall’attrice Laura Tamara Pugliese, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio San Leo per l’impegno sociale 2018.

La serata, promossa dall’Associazione Artemia, ideatrice del premio che dal 2002 viene assegnato, ogni anno, ad una personalità che fa dell’impegno sociale la propria ragione di vita, ha visto il contributo attivo dell’Azione Cattolica parrocchiale e dell’intera parrocchia Santa Maria Odigitria, con in testa il suo parroco, don Pasqualino Catanese, che nel saluto iniziale ha voluto ringraziare gli organizzatori dell’evento, sottolineando la necessità che la cultura diventi sempre più strumento che stimoli processi positivi all’interno della società, capaci di contribuire all’affermarsi di una visione del mondo che metta al primo posto i valori della dignità dell’uomo e della solidarietà.

Il microfono è poi passato alla professoressa Rita Marino, presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica, che a nome dell’Associazione ha portato un saluto ai presenti, non mancando di esprimere la propria gioia per la riuscita della manifestazione e di ringraziare, in particolare, don Pasqualino che con il suo modo di agire è riuscito, negli anni, a costruire, fra i tanti gruppi che operano all’interno della Parrocchia, un’armonia che consente loro di lavorare in comunione facendo in modo che la chiesa Santa Maria Odigitria, oltre che un luogo di preghiera, sia anche un spazio di dialogo fraterno tra gli adulti e di scuola di vita per i giovani ed i ragazzi.   

Al dottor Antonio Zavettieri, presidente del Premio San Leo, è toccato il compito di illustrare le ragioni che hanno portato alla nascita dell’ormai storico riconoscimento. Innanzitutto ha voluto ricordare come il primo ad essere insignito di tale riconoscimento sia stato monsignor Ercole Lacava, un uomo umile nel quale batteva il cuore di un grande prete, tornato da poco alla Casa del Padre. Il ricordo del sacerdote scomparso il 13 agosto scorso, stimato e ben voluto da tutti, è stato accompagnato da un lungo applauso. 

Parlando del Premio, Zavettieri ha spiegato che esso è nato fondamentalmente per due ragioni: la prima, per rendere omaggio ad una figura di profonda spiritualità, che trovava la sua sublimazione nella preghiera, nella penitenza e nella carità, come San Leo, che a seguito, tra l’altro, dell’unificazione, avvenuta con il Decreto “Instantibus votis” della Santa Congregazione per i Vescovi  del 30 settembre 1986, dell’Arcidiocesi di Reggio con la Diocesi di Bova, è diventato compatrono della nuova Diocesi Reggio-Bova; la seconda, per indicare al pubblico apprezzamento, uomini e donne che con il loro impegno a favore degli ultimi contribuiscono a cambiare il volto della Calabria, rendendola migliore.

Il Premio è stato conferito a don Ernesto Malvi. La targa gli è stata consegnata da don Pasqualino Catanese e dalla presidente dell’Associazione Artemia, dottoressa Giovanna Versace, dopo che l’ingegnere Nicola Vilasi ha letto la seguente motivazione: “Quest’anno l’Associazione Artemia ha deciso di assegnare il Premio San Leo per l’impegno sociale a don Ernesto Malvi: uomo dalla doppia vocazione. Quella innata che fin da piccolo lo ha portato a vedere negli occhi del prossimo che soffre specchiarsi il volto addolorato di Gesù Crocifisso e quella che da adulto, lentamente lo ha accompagnato verso il crescente abbandono all’amore di Dio, fino alla scelta radicale di prendere i voti sacerdotali. Egli, nella sua umiltà, appare uno strumento nelle mani del Signore, felice di essere ‘usato’ per compiere opere buone a favore delle persone meno fortunate.

Don Ernesto ha iniziato il suo ministero sacerdotale a Cardeto. Attualmente è parroco a Santa Caterina. Nel suo impegno all’interno della Chiesa, come laico prima e come sacerdote poi, ha ricevuto sostegno ed amicizia da parte dei fedeli con i quali ha cercato sempre di camminare insieme e di collaborare per realizzare, attraverso atti di carità concreta, attività che esprimessero la fede e favorissero la testimonianza.

È stato Assistente Regionale del Masci e dell’Agesci. È tutt’ora Consigliere Ecclesiastico Regionale della Coldiretti e Presidente Diocesano dell’Istituto per il Sostentamento del Clero.

I giovani sono da sempre il cruccio di don Ernesto perché da uomo buono e da buon sacerdote sa che, in tempi così difficili, è molto facile per i ragazzi, soprattutto quelli che vivono ai margini, cedere alla tentazione di imboccare pericolose scorciatoie che non di rado conducono a labirinti dai quali è molto arduo trovare la via d’uscita.

Egli è cosciente che se i ragazzi non vengono seguiti da una comunità educante aperta ad accoglierli e ad accompagnarli, si possono aprire le porte ad insanabili conflitti generazionali e sociali, anche perché non di rado la società attuale viene percepita, a torto o a ragione, in particolare dai giovani che vivono nel disagio, come ingiusta e discriminante, quasi nemica.

Mosso da questa consapevolezza, don Ernesto, fin da ragazzo cominciò a dedicarsi all’educazione dei giovani, impegnandosi sempre più attivamente nel mondo degli scout e da sacerdote ha cercato di creare spazi aperti alla socializzazione e alla condivisione dei valori cristiani per i ragazzi animati dal desiderio di seguire il Signore in comunione con gli altri e occasioni di lavoro per quei giovani alla ricerca di un’attività lavorativa in grado di dare loro la concreta possibilità di essere utili a se stessi e alla comunità.    

Fra le tante iniziative promosse con queste finalità, particolarmente significativa è quella nata, con l’aiuto di alcuni giovani volenterosi e pieni di intraprendenza, che riguarda un progetto di aggregazione, di formazione sociale e di ricerca cooperativistica e di sviluppo, legato soprattutto a alle risorse locali di cui il territorio dispone. Ci si riferisce alla ‘Cooperativa Agricola Cinque Talenti’, nata nell’anno 2016 a seguito del ‘Progetto Bene 2.0’, portato avanti dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi Reggio–Bova, che ha avuto in affidamento alcuni terreni di proprietà dell’Istituto in località Sambatello di Reggio Calabria.

L’obiettivo del progetto ‘Bene 2.0’, come è stato ribadito in occasione della Settimana sociale dei cattolici italiani, durante la quale è stato presentato tra le ‘Buone prassi’, è quello di ridare dignità al lavoro, inteso come fatica di ogni giorno che porta frutto e dona dignità alla vita tramite l’impegno quotidiano. Impegno che trova il suo culmine nella vendemmia dei vigneti, cui i giovani della cooperativa dedicano attenzioni, cura e amore giorno dopo giorno. 

Con questo riconoscimento l’Associazione Artemia vuole indicare alla società reggina, ripiegata su se stessa, afflitta da una cronica rassegnazione, il sacerdote Ernesto Malvi, come fulgido esempio di cristiano autentico, da seguire per vivere in grazia di Dio, e come modello di uomo genuinamente impegnato per il bene comune, da imitare se si vuole fare in modo che questa città, che sembra un agglomerato di duecentomila eremiti, torni ad essere una comunità viva che spera e crede nel futuro, coesa, aperta e solidale, degna della sua storia plurimillenaria. Egli, con il suo modo di operare, nel timore di Dio, nel rispetto dell’uomo, con amore, indica la via; agli uomini di buona volontà di questa terra il compito di seguirla”. 

Dopo la premiazione è stato proiettato un video che ripercorre, per grandi linee, la vita di don Ernesto Malvi. La parola è poi passata al sacerdote che, dopo aver ringraziato per riconoscimento ricevuto, ha sottolineato come la Chiesa reggina, nel suo complesso, a partire dal suo arcivescovo, padre Giuseppe Fiorini Morosini, sia impegnata a promuovere la speranza fra i giovani animati dal desiderio di scommettere su questa terra, offrendo loro sostegno e mettendo a loro disposizione i terreni incolti di proprietà dell’Arcidiocesi, affinché possano creare aziende agricole moderne e redditizie. Ha concluso invitando i presenti a sostenere le tante figure di autentica santità presenti nel nostro territorio che operano, in silenzio, senza clamore, per il bene comune e che fanno guardare con ottimismo al futuro.

La serata si è conclusa con l’apericena offerto dagli organizzatori nel cortile della Parrocchia.

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