accedi | registrati | 21-10-2018

Il prof che insegna l'impresa

È di Lecce l’unico insegnante italiano tra i 12 finalisti del premio sulle nuove didattiche per l’imprenditoria e le start-up

di Fulvio Fulvi 29/08/2018

«Ragazzi, che cosa inventiamo quest’anno?». È la domanda che il professor Daniele Manni rivolgerà anche il prossimo 15 settembre, dopo il suono della campanella, ai suoi alunni del primo anno dell’istituto tecnico Galilei-Costa di Lecce. «Avete delle idee da realizzare, prodotti innovativi da costruire e poi mettere in vendita? Sì? Allora diamoci subito da fare».

È così dal 1999, cioè da quando il dinamico “prof” italo-canadese di informatica si è messo in testa di convincere gli studenti del suo corso a creare start-up economico- sociali. Un progetto di “imprenditorialità under 18” al quale riserva il 50% delle sue ore di lezione affrontando – quasi mai seduto in cattedra, ma muovendosi tra i banchi – materie non ancora contemplate dai programmi del ministero. Un’attività che spesso per molti ragazzi del Galilei-Costa prosegue anche fuori dalla scuola, una volta conquistato il classico “pezzo di carta”, per diventare un lavoro con il quale pagarsi magari gli studi all’università. Progetti nel campo della comunicazione, della tecnologica, della promozione turistica o agro-alimentare, dell’ecosostenibilità. Con un’attenzione rivolta alle nuove professioni del digitale: stampa 3D, web marketing, internet delle cose, sharing economy.

E adesso il docente leccese, 58 anni, il cui merito è conosciuto anche all’estero (è stato candidato al Global Teacher Prize, il “Nobel” dell’insegnamento, nel 2015), è tra i finalisti della 13esima Conferenza europea sull’innovazione e l’imprenditorialità (Ecie la sigla per la dicitura in inglese): l’unico italiano e l’unico insegnante di scuola superiore tra i 12 concorrenti selezionati, tutti docenti universitari, che il 20 e 21 settembre ad Aveiro, in Portogallo, si contenderanno il prestigioso premio internazionale dedicato all’eccellenza didattica, il Teaching Excellence Awards.

«Prima di dedicarmi all’insegnamento facevo il consulente informatico – ricorda Manni – e la mia azienda è stata la prima ad aver portato internet al Sud con un provider: da quando ho lasciato questo lavoro la mia preoccupazione è stata quella di avviare i giovani all’imprenditoria e ho pensato di insegnare loro a creare piccole invenzioni da mettere in pratica e sul mercato». Ecco allora nascere originali t-shirt, un sistema di vendita online dell’olio extravergine d’oliva del territorio, la promozione di centri di formazione dove imparare l’inglese, l’informatica e la cucina. E poi, ancora, il lancio del “Salento Ecoday” che organizza 3.500 volontari per ripulire dai rifiuti le campagne e le spiagge e quindi il marchio “Dieta Med-Italiana” per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali. «Una decina d’anni fa un ragazzo uscito dal Galilei-Costa ha creato una piccola start-up per la vendita online di arredi per bagno – racconta il professore –, un’azienda che piano piano si è allargata fino a poter assumere, oggi, una ventina di persone essendo diventata una delle più importanti realtà commerciali del settore in Italia».

Ideare, creare e piazzare sul mercato un prodotto, diventare imprenditori di se stessi. Un nuovo percorso educativo, una “rivoluzione” per la scuola italiana. E non finisce qui. Nel 2004, insieme a una collega e a 16 studenti del quinto anno, Manni ha fondato la cooperativa Arianoa (aria nuova, in dialetto leccese), un incubatore di startup giovanili che ancora oggi permette agli studenti minorenni (che non possono fatturare) di operare legalmente nel mercato reale.

All’edizione 2018 del premio a cui il prof Manni parteciperà sono giunte 29 candidature ogni continente: i docenti finalisti dovranno presentare alla giuria le diverse storie d’innovazione. Il 21 settembre si conoscerà il nome del vincitore. «Ma io sono già contento così – commenta il professore salentino –, ho già vinto la mia battaglia».

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