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Il 25 novembre sarà celebrata la giornata internazionale contro la violenza di genere, il rischio è che diventi l’ennesima occasione di retorica

Violenza sulle donne, le attività dell'Osservatorio regionale

di Redazione Web 04/09/2018

Cosenza, litiga con l’ex e la scaraventa fuori dal Suv, Rosarno, sperona l'auto e tenta di uccidere la ex, Pizzo, lei non lo vuole più, lui si accanisce e tenta di violentarla. Sono tre titoli di cronaca che nello spazio di pochi giorni del mese di agosto hanno raccontato tre gravi vicende accadute in Calabria che hanno visto ancora una volta donne vittime di violenza, episodi che per poco non hanno fatto aumentare la drammatica statistica dei femminicidi in Italia.

Tre storie di violenza familiare che rappresentano solo la punta di un iceberg che vede un sommerso costituito da migliaia di donne che vivono in Calabria una condizione di continua intimidazione, di ricatto, di limitazione della propria libertà. Una condizione di sofferenza che raramente viene intercettata dalle istituzioni e dai servizi sociali fino a quando non esplode con tutto il suo carico di violenza. Una violenza che colpisce duramente anche i figli minori che spesso assistono inermi a questi gravi conflitti familiari ed a loro volta ne diventano vittime.
 
La Calabria è ancora ai primi posti in questa triste classifica che vede nei centri antiviolenza gli unici punti di riferimento che forniscono alle vittime tutela, accoglienza ed accompagnamento. Di fronte a questo fenomeno, che anno dopo anno si aggrava, è venuto il momento di operare una svolta che veda tutta la comunità calabrese nelle sue varie componenti prendere coscienza della drammaticità del fenomeno, che non può essere più considerato una emergenza ma che è ormai diventato strutturale e richiede precise assunzioni di responsabilità. La scelta lungimirante del Consiglio regionale di prevedere con una legge l’istituzione (la 38/2016) di un osservatorio regionale sulla violenza di genere, da poco insediato, rappresenta un primo segnale di una istituzione che vuole conoscere le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno e individuare le azioni per contrastarlo. L’attivazione di questo organismo che l’ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale ha voluto fare è solo un primo passo che deve essere accompagnato da una volontà politica che spinga a programmare e realizzare tutte quelle azioni e quegli interventi che l’attività dell’osservatorio lavoro farà emergere come necessarie ed urgenti, a partire dalla applicazione della legge 20 del 2017 sulla violenza di genere. Una legge che andrebbe aggiornata ma intanto applicata e soprattutto finanziata in modo adeguato.
 
Per queste ragioni l’osservatorio ha avviato un dialogo con il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio al quale ha chiesto, di dedicare a questa problematica una attenzione nuova, superando ritardi e inadempienze del passato attraverso una programmazione che assicuri risorse umane e finanziarie all’assessorato al Welfare che finora ha operato con mezzi limitati, prevedendo anche una integrazione degli interventi tra Enti locali, uffici giudiziari, forze dell’ordine, centri anti violenza, scuole e tutte le parti sociali interessate. Per queste ragioni nei prossimi giorni una delegazione dell’osservatorio regionale sulla violenza di genere composta dal coordinatore Mario Nasone, dal vice coordinatore Giovanna Cusumano e dai componenti Caterina Ermio e Monica Riccio incontrerà l’assessore regionale al welfare Angela Robe per riprendere un confronto positivo già avviato. L’assessore sarà l’interlocutore principale dell’osservatorio per la realizzazione del suo piano di lavoro che vede nel monitoraggio del fenomeno e nella elaborazione di un piano regionale per il contrasto alla violenza di genere i due obiettivi principali. Il 25 novembre sarà celebrata la giornata internazionale contro la violenza di genere, il rischio è che diventi l’ennesima occasione di retorica o di buoni propositi e che spenti i riflettori tutto ricada nell’oblio L’auspicio dell’osservatorio è di arrivare a quella data offrendo come Giunta e come Consiglio Regionale segnali concreti di una vera attenzione e di una volontà di incidere positivamente nel contrasto questa vera e propria piaga sociale.

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