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La cosca Libri e i contatti con il sindaco di Reggio stanno tutti in un'informativa del Ros dei Carabinieri

Informativa del Ros sul sindaco Falcomatà (che smentisce)

di Redazione Web 07/09/2018

"Mi ha chiamato Falcomatà e mi ha detto se voglio la 'Luna Ribelle'". La cosca Libri e i contatti con il sindaco di Reggio Calabria stanno tutti in un'informativa del Ros dei Carabinieri, inserita nel fascicolo dell'inchiesta "Teorema". Per i carabinieri si tratta di "acquisizioni rilevanti sotto il profilo investigativo".

Il particolare è rivelato da un articolo de "Il Fatto Quotidiano", in edicola oggi a firma di Lucio Musolino. La protagonista è Serafina Libri, figlia del boss defunto Pasquale, che avrebbe voluto – in una fase storica – rilevare il celebre locale "La Luna Ribelle", ubicato al lido comunale di Reggio Calabria. "Campi solo con le cabine. Sono 15mila euro al mese" si dice in una conversazione intercettata. L'affare non andrà a buon fine.

Secondo quanto riportato dal "Fatto Quotidiano", in un'informativa del Raggruppamento Operativo Speciale vi sarebbe anche un capitolo relativo ai rapporti "sussistenti tra la cosca Libri e il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà".

Tramite proprio Serafina Libri e il marito Demetrio Nicolò.

Al genero del boss, Falcomatà avrebbe offerto anche la gestione del ristorante nella Torre Nervi, "La Luna Ribelle", appunto. "Vai a trovare Peppe (Falcomatà, ndr) e ci dici che è una cosa che ci interessa e ci fa sapere se si deve essere puliti... in modo che possiamo mandare avanti qualche cristiano" dice la Libri al marito.

Agli atti vi sarebbe anche un'interlocuzione tra Falcomatà e Nicolò, subito dopo l'elezione a sindaco, avvenuta nell'ottobre 2014. Lo stesso Falcomatà si sarebbe fatto carico di risolvere il problema illuminazione in una zona centrale della città (la Pineta Zerbi) dove la Libri gestiva una gelateria.

Secondo quanto emerge, comunque, il primo cittadino di Reggio Calabria non sarebbe indagato per queste vicende.

La smentita su Facebook: "Smentisco queste affermazioni. L'articolo? Ci avviciniamo alle elezioni"

Apprendo da un giornale di miei "rapporti" con una cosca locale. Tale "filo con la cosca" sarebbe dimostrato da due “importanti” elementi:

- un sms di risposta agli auguri per il risultato elettorale data al genero di un boss (cosa che apprendo oggi) gestore di una gelateria "grazie per gli auguri, ricostruiamo questa città": la stessa risposta data a migliaia di messaggi a me recapitati dopo l’elezione;

- l'aver sostituito una lampadina nella pineta pubblica antistante la gelateria stessa e l'aver verificato (come dovrebbe fare ogni sindaco) che l'intervento fosse avvenuto "È stata ripristinata? Fammi sapere". Gelateria per altro poi espropriata dal Comune per realizzare i lavori del nuovo lungomare.

Esisterebbe poi un terzo elemento secondo il quale avrei "offerto" il Lido Comunale. Naturalmente smentisco queste affermazioni, suffragate per altro dai fatti (il bando è andato ovviamente diversamente) e dal non essere neanche indagato.

Era giusto dirvelo, anche perché ci avviciniamo a scadenze elettorali e di questi articoli ne leggeremo. Teniamoci forte e continuiamo a lavorare per il bene della città! Buona giornata e prepariamoci per la nostra Festa in onore della Madonna della Consolazione.

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