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Per la Coldiretti c'è un boom di mercati contadini nel Sud Italia

La Calabria promuove i prodotti km zero

di Francesco Bolognese 07/10/2016

E se fosse la crisi, che per Einstein «è una benedizione in quanto porta progresso», a farci riscoprire le origini? Di certo c’è che gli italiani sono tornati ai mercati contadini. A rivelarcelo è un’indagine di Coldiretti su dati Ipr marketing a commento dei dati Istat sul commercio al dettaglio nel luglio 2016 che risultano in calo sia dal punto di vista congiunturale che tendenziale. Mentre «soffrono le vendite del dettaglio tradizionale soprattutto nei piccoli negozi, cresce il commercio ambulante con il boom dei mercati di vendita diretta del contadino dove hanno fatto la spesa più di 4 italiani su 10 (43%) nel 2016, con un aumento record del 55% negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza». Emerge che «l’83% degli italiani considera l’acquisto di prodotti alimentari, direttamente nei mercati degli agricoltori, sicuro con una percentuale che è superiore del 23% rispetto ai supermercati e del 15% rispetto al dettaglio tradizionale. Non è un caso che l’81% degli italiani se fosse libero di scegliere preferirebbe comperare la frutta direttamente dagli agricoltori e l’88% degli italiani vorrebbe avere un mercato vicino a casa per avere più possibilità di scelta ed acquisto». La Calabria è stata tra le prime regioni a dotarsi di una legge regionale ad hoc, che ha superato lo scoglio della Suprema Corte. La normativa si prefigge, tra le altre cose, «di promuovere la valorizzazione delle produzioni agricole regionali e prodotti agricoli a chilometri zero, favorendo il consumo e la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle aziende agricole ubicate nel territorio regionale e assicurando un’adeguata informazione ai consumatori sull’origine e le specificità di tali prodotti». È appena il caso di rammentare che «i mercati degli agricoltori vengono scelti per trovare prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio. Gli effetti positivi per i consumatori si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio». In riva allo Stretto la vendita dei prodotti a km zero meriterebbe ulteriori iniziative.

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