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«Un ricordo orante» per le vittime della tragedia. Ieri sera la fiaccolata a un mese dalla strage

Vittime del Raganello, Civita ricorda la tragedia

di Redazione Web 21/09/2018

«Un ricordo orante» per le vittime della tragedia che un mese fa ha causato, nelle gole del Raganello, in Calabria, 10 vittime, è stato rivolto dai vescovi calabresi che si sono riuniti a Catanzaro sotto la presidenza dell’arcivescovo Vincenzo Bertolone. E proprio ieri sera a Civita una celebrazione presieduta dall’Eparca di Lungro, Donato Oliverio. Subito dopo una fiaccolata in ricordo delle vittime.

I presuli hanno anche affrontato il tema della sanità nella regione «fonte – scrivono – di disagio e d’ingiustizia per la nostra gente che spesso, a causa di una sanità sbilanciata sul versante della sanità privata, è costretta a ricorrere alla sanità di altre regioni italiane». I vescovi esprimono «preoccupazione rispetto all’incancrenirsi di problematiche antiche ed a tutt’oggi irrisolte, su tutte quella sanitaria, che al pari della disoccupazione ancor viva e palpitante costringe ad emigrare »: vecchi ospedali chiusi, i nuovi «non ancora aperti», un’offerta sanitaria «al di sotto dei livelli minimali». Elementi che incidono anche sui tassi demografici e sull’emigrazione giovanile, quest’ultima «attestata su percentuali sempre più alte anche a causa del dilagare della corruzione e della ’ndrangheta, che rende sempre più difficile coltivare lavoro, speranze e sogni». Per l’episcopato calabro sono possibili alternative come quella della tutela e valorizzazione dei beni culturali «di cui la Calabria è ricca». Durante i lavori anche il tema della devozione popolare e delle feste patronali.

«Pur ribadendo il valore di questa dimensione della realtà ecclesiale calabrese», si è sottolineata - si legge nel documento - «la necessità, già evidenziata in numerosi documenti della Conferenza episcopale calabra, di percorsi di valorizzazione attraverso un maggiore primato della Parola nell’intento di purificarlo da ogni forma di ambiguità, utilizzando anche quanto viene messo a disposizione della legge civile corrente che regola le feste e da un attento discernimento pastorale».

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