accedi | registrati | 13-11-2018

L'ex capogruppo del PdL in Consiglio comunale interviene nel dibattito pubblico

Scarfone sui fondi europei: «L'immobilità è già un errore»

di Redazione Web 16/10/2018

Quando si parte da una buona base non è difficile, complicato o troppo macchinoso trovare un modo affinché si riesca a raggiungere un risultato volto alla bellezza e all'efficienza. Così è Reggio: un luogo cui natura e storia hanno dato tantissimo e che, con maggiore accortezza e lungimiranza, potrebbe, in pochi ma mirati step, ben avviarsi verso la sua naturale vocazione. Uno degli strumenti più utili e facilmente reperibili in tal senso sono, senza dubbio alcuno, i fondi europei. Ecco perché nel dibattito che da qualche giorno vivacizza la città riguardo la loro spesa da parte della locale amministrazione (nello specifico il Pon Metro), ritengo che ciascuno, attingendo dalle fonti facilmente reperibili in rete, possa farsi un’idea del percorso inerente il progresso dell'iter legato al programma Ue. Nonostante si possano fare diverse analisi di natura economico – finanziaria e dare spazio alle congiunture sociali e territoriali per le quali ogni realtà ha un suo vissuto ed una sua impostazione di priorità, ciò che non mi trova d’accordo è la difesa dei diretti interessati in merito a quanto prodotto sin’oggi.
 
Come in ogni ambito professionale, o semplicemente nelle more delle relazioni umane, spesso ci troviamo a doverci confrontare con chi ha raggiunto determinati traguardi e, se siamo mossi da passione e buona volontà, sarebbe bene cercare di trarne esempio per migliorare noi stessi. E nelle maglie della discussione in atto, un solo dato è certo: Reggio Calabria è alle spalle di altre aree del paese per stato di avanzamento del Pon Metro. Ovviamente non possiamo usare come termine di paragone Milano o Firenze, in quanto conosciamo benissimo quali siano le caratteristiche di due delle polis più importanti del paese e, per quanto riguarda il capoluogo lombardo, del mondo. Però potremmo tranquillamente prendere come modello più ‘avvicinabile’ Bari. Ecco, dunque, cosa dovrebbe essere spontaneo domandarsi: come mai la città pugliese è riuscita a gestire così bene i fondi disponibili tanto da aver coperto l'importo da spendere per oltre il 90%? Ci troviamo sempre nel Mezzogiorno, in un’area che ha più abitanti di Reggio sicuramente (parliamo però di 320 mila persone) ma che certamente non possiamo definire metropoli, con difficoltà ambientali e sociali che non si discostano tanto dalle altre zone del Meridione compresa la nostra.

È forse Bari un’isola felice in questa parte d’Italia che stenta a decollare nonostante queste possibilità che ancora l’Europa ci concede? Ci piacerebbe saperlo così potremmo trovare una giustificazione forse consona al non sfruttare al massimo l’opportunità targata Ue. E allora invece di guardare sempre verso il basso, di ricercare sempre chi è ‘peggio di noi’, di caratterizzarci, in ogni situazione, secondo come ci ha descritti il poeta Nicola Giunta, perché non profondere il massimo impegno possibile e garantire progetti validi, programmazioni che guardino al futuro e al miglioramento dei servizi, così da cercare di scalare queste benedette classifiche e tabelle senza strizzare l’occhio a chi, evidentemente, ha persino più difficoltà di noi a realizzare? Se queste condizioni di spesa virtuosa, invece, sono presenti (come ci augureremmo tutti noi cittadini e come hanno sottolineato recentemente il sindaco e l'assessore competente) allora perché non imbastire un dialogo chiaro con i reggini spiegando come e quanto beneficio si trarrà dal Pon, così da poter anche sottolineare il lavoro svolto e sostenuto dalle tante professionalità che operano in questo ramo all'intento dell'Ente? Nella costruzione di un percorso di crescita vi sono delle possibilità di cadere in errore, ma ancor peggio è restare immobili, poiché l'immobilità è essa stessa errore.
 
* Gia capogruppo Pdl in Consiglio comunale

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