accedi | registrati | 15-11-2018

Torna l'incubo delle morti per overdose

I giovani muoiono ancora di eroina in una società che banalizza e normalizza, rimanendo indifferente all’abuso e consumo di droga

di Luciano Squillaci 17/10/2018

I giovani muoiono ancora di eroina in una società che banalizza e normalizza, rimanendo indifferente all’abuso e consumo di droga.

Con la morte di Alice assistiamo impotenti all’ennesimo fatto drammatico. Non è un fatto isolato e sappiamo che sempre più adolescenti purtroppo fanno uso di droghe. Lo sappiamo, lo denunciamo da tempo e non smetteremo mai di indignarci. La droga e i giovani, evidentemente perché cosi conviene, non sono tenuti in seria considerazione, come se fossero argomenti marginali dove è inutile investire, se non con qualche proclama spot. Un’altra ragazza è morta per overdose di eroina gialla dimostrando come anche “una sola volta” può essere fatale. Nel 2018 si contano 188 morti per overdose per sostanze legali e illegali, e 20 ragazzi morti a causa dell’eroina gialla, una “nuova” droga letale e pericolosissima.

Rischiamo di ripeterci, ma sarebbe delittuoso rimanere indifferenti ed in silenzio. Così come è delittuoso non intervenire con strategie informative e preventive. E’ incredibile come sia facile trovare le droghe e assumerle nell’indifferenza di tutti. Perché purtroppo la droga è entrata nel limbo del disinteresse politico, culturale e sociale.

Proprio qualche giorno fa abbiamo lanciato l’ennesimo grido di allarme nel commentare l’ultima relazione al parlamento sulle droghe. Dati drammatici, che solo poche agenzie hanno ripreso e che ancora meno spazio hanno trovato nelle agende dei nostri parlamentari. Ed ora la morte di Alice, che è lì per ricordarci che dietro quei numeri, dietro le statistiche della relazione, ci sono volti e storie, morti inutili e strazianti. Quanti ragazzi dovremo ancora raccogliere da terra?

Quante vite dovremo ancora sacrificare? Lo ripetiamo, gridando ancora più forte: è ora che la politica si assuma la responsabilità del proprio ruolo! Attendiamo un segnale forte dal governo e dal ministro Fontana, e ribadiamo la nostra piena disponibilità a collaborare con chi dimostrerà di voler davvero intervenire.

* presidente nazionale della Federazione italiana comunità terapeutiche

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