accedi | registrati | 13-12-2018

Psichiatria, è l’ora di agire

Marra (Fish): «Persone con disabilità mentale sono parte della nostra comunità»

di Angelo Marra * 12/11/2018

È un problema enorme quello vissuto dalle persone con necessità di assistenza psichiatrica a Reggio Calabria: niente ricoveri, famiglie lasciate sole, necessità impellenti della quotidianità che non trovano risposte da parte dello Stato. In caso di necessità, nell’assenza di alternative praticabili ciò che rimane è solo un Tso che, però, non risolve i problemi.

Le persone che hanno necessità di assistenza psichiatrica vivono una condizione di invisibilità ed esclusione. É importante che ricevano cure adeguate ed è intollerabile che per le necessità sanitarie si debba andar fuori regione: una situazione invivibile per gli interessati e per le loro famiglie. Ma le disabilità intellettive – ed, in genere, le condizioni psichiatriche – non richiedono solo interventi sul piano medico: sono in gioco i diritti umani, le libertà fondamentali e la dignità delle persone. Anche e soprattutto quella di chi manifesta esigenze psichiatriche.

È importante ricordare che la disabilità nasce dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere negli atteggiamenti di chi le circonda.

La Convenzione di New York sui diritti delle persone con disabilità si apre riconoscendo la necessità di promuovere e proteggere i diritti umani di tutte le persone con disabilità, incluse quelle che richiedono sostegni più intensi. In altre parole, anche le persone con necessità psichiatriche sono titolari degli stessi diritti umani – e nella stessa ampiezza – riconosciuti alle altre persone disabili. Insieme alle necessità sanitarie, va garantito il rispetto per la dignità della persona: l’autonomia individuale deve essere assicurata anche (e soprattutto) ai più fragili. Questa include, anche per chi vive condizioni psichiatriche, la libertà di compiere le proprie scelte – e l’indipendenza dagli altri. La disabilità mentale è una condizione sfuggente e mai uguale a sé stessa che genera discriminazione e stigma. Le famiglie che ne fanno esperienza sono lasciate sole, abbandonate, invisibili: il comunicato mira a dar loro voce e forza. Le persone con disabilità mentale sono parte della nostra comunità, e non una comunità a parte. La paura della diversità, il costante silenzio delle istituzioni, quel “girarsi dall’altra parte” e il ridurre la persona ad un dato statistico, non sono più tollerabili. Noi persone fragili esistiamo. Per questo una soluzione alle esigenze di chi necessita di assistenza psichiatrica si deve trovare. Insieme. Con Prefettura, Asp, Comune, e cittadini.

* Referente Federazione italiana superamento dell’handicap

 

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