accedi | registrati | 16-12-2018

La Cattedrale di Reggio Calabria vivrà la celebrazione eucaristica officiata da monsignor Giuseppe Fiorini Morosini

Virgo Fidelis, oggi la celebrazione della Patrona dei Carabinieri

L'arcivescovo: «Il richiamo al valore dello Stato cadrebbe nel vuoto, se questo richiamo non fosse sorretto da una coscienza retta, che aggancia la sua dignità alla fede in Dio»

di Redazione Web 21/11/2018

Oggi 21 novembre, alle 11.00, presso la Cattedrale di Reggio Calabria verrà celebrata la Santa Messa in onore della Virgo Fidelis, Celeste Patrona dell’Arma dei Carabinieri.

La funzione religiosa sarà officiata presso la Cattedrale da S.E. Reverendissima Mons. Giuseppe FIORINI MOROSINI, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria – Bova, alla presenza del Col. Giuseppe BATTAGLIA, Comandante Provinciale di Reggio Calabria, del Col. Nicola LORENZON, Comandante della Scuola Allievi e del Col. Giorgio Maria BORRELLI, Comandante della Regione Carabinieri Forestale.

Alla cerimonia saranno presenti le massime autorità civili, militari, religiose e della magistratura del distretto reggino, e non faranno mancare la loro presenza le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma e quella degli studenti di vari istituti insieme ad una folta presenza di Carabinieri in servizio ed in congedo con i loro familiari.

La scelta della "Virgo Fidelis", come celeste Patrona dell'Arma, è ispirata alla fedeltà propria di ogni soldato che serve la Patria, che diventa caratteristica peculiare dell'Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”.

Monsignor Morosini, nel commentare la giornata di celebrazioni, ha affermato che: «il valore e il significato di questa celebrazione della Virgo fidelis è un affidamento a Dio, come fonte di ogni autorità e come sostegno di tutto il vostro lavoro e impegno. Il richiamo al valore dello Stato cadrebbe nel vuoto, se questo richiamo non  fosse sorretto da una coscienza retta, che aggancia la sua dignità alla fede in Dio».

Virgo Fidelis è il titolo di onore e di lode con il quale la Chiesa invoca la Madonna, Maria madre di Gesù, nelle Litanie Lauretane. Titolo che insigni cultori mariani dimostrano risalire al periodo compreso tra l’XI–XII secolo e che esprime tutto il significato della vita di Maria e della sua missione di madre e di corredentrice del genere umano affidatale da Dio.

La diffusione e l'affermazione del culto alla “Vergine Fedele” si è allargata anche grazie all’accostamento con “l’Arma Benemerita”, in un binomio che evoca rassicurazione nel cuore degli italiani.

L’11 novembre 1949 Papa Pio XII, accogliendo il voto unanime dei cappellani militari dell’Arma e dell’Ordinario Militare per l’Italia, Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, promulga un Breve Apostolico sul postulato mariano dell’Arma dei Carabinieri, scegliendo la VIRGO FIDELIS quale Patrona dell’Arma – in relazione, come detto, al motto araldico “Nei Secoli Fedele” – e fissandone la ricorrenza al giorno 21 del mese di novembre, in cui cade la festa religiosa della Presentazione di Maria Vergine. Nella stessa occasione lo stesso Ordinario Militare scrisse la preghiera alla Virgo Fidelis.

Il 21 novembre inoltre per l’Arma dei Carabinieri ricorre il 76° anniversario della battaglia di Culqualber e la giornata dell’orfano.

Per l’Arma, gli orfani sono da sempre elemento di collegamento con il passato e con il sacrificio dei Carabinieri che hanno dato la propria vita per la Patria.

L’ O.N.A.O.M.A.C. (Opera Nazionale di Assistenza per gli orfani dei militari dell'Arma dei Carabinieri) fondato il 15 maggio 1948 oggi assiste oltre 1.200 orfani a cui eroga un sussidio annuo, distinto per fasce d'età, sino al compimento degli studi, mentre per gli orfani disabili l’assistenza è a vita.

L’Opera non riceve contributi dallo stato e le disponibilità finanziarie sono date dai contributi volontari mensili elargiti su base volontaria dai militari di ogni grado dell’Arma dei Carabinieri (che rappresentano il 90% circa delle entrate, motivo di vanto e orgoglio per l’Arma, testimonianza concreta del legame ideale che unisce l'Istituzione alle famiglie dei colleghi meno fortunati), da elargizioni liberali da parte degli stessi militari nonché di privati cittadini estimatori dell’Arma.

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